Rosenior passa dallo Strasburgo al Chelsea ma in Francia è polemica per le multiproprietà (e la sudditanza francese)
Chelsea e Strasburgo hanno la stessa proprietà. Come Tolosa e Milan (o Napoli e Bari). Il deputato Coquerel (a Le Parisien): «Il rischio è che noi francesi diventiamo vassalli di altri campionati»

(FILES) Strasbourg's British head coach Liam Rosenior greets supporters at the end of the French L1 football match between RC Strasbourg Alsace and AJ Auxerre at the Stade de la Meinau in Strasbourg, eastern France on October 29, 2025. Enzo Maresca left his role as Chelsea head coach on January 1, 2026 after just 18 months in charge, the Premier League club announced. Liam Rosenior, the head coach of French club Strasbourg, owned by Chelsea's parent company BlueCo -- a consortium headed up by US billionaire businessman Todd Boehly -- is a candidate to replace Maresca despite the 41-year-old's lack of Premier League experience. (Photo by SEBASTIEN BOZON / AFP)
Liam Rosenior ora è ufficialmente il nuovo tecnico del Chelsea. Sostituisce il dimissionario Maresca, che ha deciso di farsi da parte dopo un pareggio e delle critiche (e forse altre situazioni che conosciamo poco). Non che il trasferimento di Rosenior dallo Strasburgo al Chelsea sia avvenuto senza polemiche, anzi. Lo Strasburgo è un club satellite del Chelsea, ha la stessa proprietà (come Napoli e Bari). Come spiega Le Parisien, il caso riaccende il dibattito sulla multiproprietà nel calcio europeo (i due club sono della stessa proprietà, BlueCo) mettendo in discussione equità sportiva e autonomia dei club. A intervenire è Éric Coquerel, deputato della France Insoumise (movimento politico di sinistra), che denuncia i rischi di un modello sempre più finanziarizzato e rilancia una proposta di legge per arginare un fenomeno destinato a incidere profondamente sul futuro della Ligue 1 e del calcio francese.
Rosenior, passaggio al Chelsea non senza polemiche. Le Parisien conferma: proposta una legge sulle multiproprietà
Si legge così sul quotidiano britannico The Athletic:
“Il Chelsea ha annunciato che Liam Rosenior sarà il suo nuovo allenatore, con un contratto fino al 2032. Martedì mattina, Rosenior è intervenuto in una conferenza stampa in Francia e ha confermato di aver «accettato verbalmente» di lasciare il suo ruolo allo Strasburgo per assumere la guida del Chelsea, aggiungendo di «non poter rifiutare» l’opportunità. Strasburgo e Chelsea sono di proprietà di BlueCo, un consorzio guidato dall’imprenditore americano Todd Boehly e da Clearlake Capital. […]
«Mi è stato concesso il permesso di parlare con uno dei più grandi club sportivi del mondo», ha dichiarato Rosenior nella sua conferenza stampa, tramite Bbc Sport»”
Quindi Le Parisien:
“Un’assurdità per il deputato della France Insoumise della Seine-Saint-Denis, Éric Coquerel. Quest’ultimo ha presentato a settembre una proposta di legge trasversale che vieta a un club francese di essere in futuro posseduto da una struttura che detiene già un altro club.
«Rientra esattamente nelle critiche che ho sempre mosso alla multiproprietà nel calcio e alle sue conseguenze sull’equità sportiva e sulla correttezza di questo sport. Si vede chiaramente che esistono catene gerarchiche tra un club guida, che peraltro raramente è francese, e una serie di club subordinati alle scelte del primo. Non è ancora una strutturazione totale del calcio professionistico, ma visto il ritmo con cui si procede, nei prossimi anni potremmo ritrovarci con dieci-quindici grandi proprietari in grado di organizzare l’intero calcio secondo questo modello.»
È un problema economico o morale?
«Moralmente mi scandalizza, perché amo lo sport e il calcio. Non è una novità che il denaro occupi un posto così centrale, ma metto questo fenomeno sullo stesso piano dell’idea di una prossima Coppa del Mondo con pause aggiuntive per inserire più pubblicità. La finanziarizzazione di questo sport lo sta trasformando sempre di più. Il pericolo è che somigli sempre più a uno spettacolo che a una competizione.»
Quali sono i rischi per la Ligue 1?
«Temo che il nostro campionato diventi il vassallo di altri. Se si va oltre, è in discussione il modello stesso del calcio. Un tempo c’erano imprese che facevano investimenti patrimoniali, come Casino con il Saint-Étienne o Peugeot con il Sochaux. Oggi, invece, ci sono investitori alla ricerca di una redditività a breve termine, che trasformano il club in un oggetto speculativo al servizio di un altro club, mettendolo così in pericolo. Questo mette a rischio anche la correttezza sportiva, con club che partecipano alla stessa competizione, come Tolosa e Milan (che hanno lo stesso azionista, RedBird) nelle coppe europee nel 2023. Ci si potrebbe interrogare su una possibile intesa in caso di confronto diretto.»










