L’infanzia di Hojlund, «si allenava in modo maniacale, i genitori hanno inculcato ai figli la disciplina»

La Gazzetta ripercorre i primi passi calcistici di Rasmus. «Non aveva le doti di Messi ma lui e i suoi fratelli si allenavano sempre»

caressa Hojlund

Mg Cremona 28/12/2025 - campionato di calcio serie A / Cremonese-Napoli/ foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: esultanza gol Rasmus Hojlund

La casa di Hojlund, l’infanzia di Hojlund, i primi passi calcistici del centravanti danese del Napoli che stasera giocherà a casa sua, a Copenaghen. La Gazzetta dello Sport, con l’inviato Andrea Ramazzotti, ha pubblicato un bel servizio sui luoghi di Rasmus, sulla sua infanzia calcistica. E come spesso accade emerge il quadro di un ambino che si allenava tantissimo e di una famiglia che ha trasmesso a lui e ai suoi due fratelli il culti della disciplina.

Il presidente del club Hui racconta: «Il ricordo che ho di Rasmus è quello di un ragazzo ambizioso che viene da una famiglia eccezionale e ha lavorato tanto per arrivare in un top club europeo. Non aveva le doti di Messi, ma lui e i suoi fratelli si allenavano in maniera maniacale, anche dopo la fine delle sedute con le loro squadre. Sia sui nostri campi sia in casa, nella stanza del seminterrato costruita dal padre Anders».

Il papà, ex centravanti semiprofessionista che ha lavorato nel settore edile, è stato il primo allenatore di Rasmus nell’Hui. Oltre alla tecnica, gli ha insegnato la… resilienza alla fatica soprattutto nelle giornate in cui la neve impediva di giocare a calcio all’aperto. Era in quei casi che la stanza sotterranea di casa Hojlund, una villetta bianca in stile moderno con una grande vetrata che fa entrare la luce, diventava un campo con miniporte. Fondamentale però pure la tempra della madre, ex centometrista dello Sparta Athletic Club, che ha lavorato per l’esercito.

Hojlund era molto bravo anche nel nuoto.

«Anders e la moglie Kirsten hanno inculcato nei figli disciplina, ambizione e voglia di raggiungere i risultati tramite il lavoro. Non ho mai visto tre ragazzi allenarsi così: quando i compagni erano sotto la doccia, Rasmus continuava a dribblare i “conetti” per un’ora» ha ricordato Christian Mouroux, direttore tecnico dell’Hui.

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