Joan García ha parato di tutto, ha fatto vincere il Barcellona mentre i suoi ex tifosi dell’Espanyol gli gridavano Giuda

Sommerso da insulti, fischi, cartelli che lo definivano “traditore”, peluche e ogni tipo di riferimento a lui come “topo”. Con la sua calma olimpica, ha deciso il derby

García

Barcelona's Spanish goalkeeper #13 Joan Garcia waves at the end of the Spanish league football match between Villarreal CF and FC Barcelona at La Ceramica Stadium in Vila-real on December 21, 2025. (Photo by JOSE JORDAN / AFP)

Ieri Joan García ha vissuto una serata complessa (forse anche divertente): sommerso dagli insulti dei suoi ex tifosi dell’Espanyol, è stato il protagonista della vittoria dl Barcellona nel derby. Joan Garcia, 24 anni, ha giocato per 9 stagioni nell’Espanyol, squadra rivale (almeno territorialmente) del Barcellona diventata la sua nuova casa. Fischi, cartelloni con sopra scritto Giuda, sfottò hanno accompagnato la sua partita, ma non ne è stato minimamente distratto. È stato lui il valore aggiunto della squadra di Flick che ha finito col vincere 2-0 con due reti di Olmo e Lewandowski nel finale.

Scrive El Pais:

“Joan García è uscito per il riscaldamento 45 minuti prima dell’inizio della partita. Sul campo, è stato il primo a comparire insieme a Ter Stegen e Szczęsny. Tutti gli occhi dei tifosi che lo avevano acclamato in passato, erano puntati su di lui, stavolta però sotto forma di fischi. Il rumore era assordante, e lo stadio era ancora a metà vuoto. Era un piccolo e breve anticipo di quello che avrebbe vissuto per 90 minuti: ogni tocco, parata o rinvio era accolto da una valanga di fischi”.

La partita si è decisa negli ultimi dieci minuti, con i gol di Dani Olmo all’85’ e di Lewandowski al 89’.

García ha fatto la differenza

“Voglio ringraziare Joan García, è uno dei migliori portieri al mondo”, ha elogiato Hansi Flick in conferenza stampa. “Joan è un portierone”, ha sottolineato Dani Olmo. “Sapevo che sarebbe stato come sempre, perché è molto tranquillo e concentrato sul suo lavoro”, ha continuato Flick.

Racconta El Pais:

“Joan non ha ceduto al rumore dello stadio, il suo ex stadio per nove anni, fino all’estate scorsa, quando il Barcellona ha pagato i 25 milioni della clausola rescissoria. Durante il derby ha parato sei tiri.

Oltre al ritorno emotivamente carico e alla classica tensione di un derby, il protagonista è stato il portiere anche per la sua prestazioni sul campo in un Barça sterile in attacco, senza Ferran, Rashford e Raphinha“. 

E conclude:

“Ha evitato un possibile primo gol al 19’ in un uno contro uno con Roberto e subito dopo ha spinto Gerard Martín verso il pallone per bloccare un tiro di Pere Milla. Il difensore del Barça si è lamentato da terra, ma la strategia di Joan ha funzionato. Da quel momento, è salito in cattedra parata dopo parata. Con la sua consueta calma, ha salvato miracolosamente la squadra da un colpo di testa di Milla al 39’. Al 63’, in un altro uno contro uno con Roberto, dopo che questi aveva superato i due centrali blaugrana e lo stesso Joan, il portiere ha allungato il braccio per fermare nuovamente il suo ex compagno. Non è stata l’ultima parata di Joan durante la partita. In più di un’occasione, i tifosi sono rimasti in silenzio davanti alle sue prodezze.

Il cambio di campo e di porta all’intervallo ha aumentato la pressione su Joan, con la curva dell’Espanyol proprio dietro di lui. Non ha battuto ciglio. Prima della partita, l’atmosfera nei dintorni dello stadio era già tesa. L’attenzione fuori era la stessa che dentro: cartelli che lo definivano “traditore”, peluche e ogni tipo di riferimento a lui come “topo”, perfino banconote con il suo volto e la scritta “Giuda”. I tifosi dell’Espanyol hanno accolto in massa il pullman della loro squadra con bengala rosse e fuochi d’artificio, e con qualche grido verso quello del Barça”. 

Correlate