Il rovescio a una mano non morirà con Wawrinka o Musetti: sopravviverà per la sua diversità (El Paìs)
Anche se ormai è un'eccezione statistica. Solo sette giocatori tra i top 100 Atp lo usano

Londra (Inghilterra) 04/07/2023 - Wimbledon / foto Imago/Image Sport nella foto: Lorenzo Musetti ONLY ITALY
El Paìs scrive che il video nel quale Taylor Fritz costringe a colpire cinque rovesci di fila Stan Wawrinka – “è un pezzo di passato che si sgretola davanti ai nostri occhi, e un passato migliore: uno che ricorda il dominio lontano ed elegante del rovescio a una mano“. Perché Wawrinka, che ha dato spettacolo agli Australian Open a quasi 41 anni anni, ha annunciato il ritiro. E con lui, scrive il giornale spagnolo, finisce un’era: quella del rovescio a una mano, appunto.
“Quando vede arrivare la palla, Wawrinka esegue un’ampia rotazione della spalla di quasi 90 gradi rispetto alla rete, in modo che la sua schiena sia parzialmente rivolta verso l’avversario mentre la sua testa rimane fissa, seguendo la traiettoria della palla; durante questa rotazione, solleva la racchetta sopra il livello della testa, con il gomito alto e il polso rilassato. Tiene il braccio lontano dal busto per consentire un ampio arco di swing, fa uno o due passi di aggiustamento e appoggia il piede sinistro in avanti prima dell’impatto per stabilizzare saldamente il corpo. Al rallentatore, si nota una brevissima pausa nella posizione alta, con le spalle chiuse e il corpo carico, che aiuta a stabilizzare il tempismo del colpo. È un rovescio incredibilmente potente”
Nel tennis professionistico odierno, il rovescio a una mano è già un’eccezione statistica. Nel circuito maschile, solo sette giocatori tra i primi 100 usano regolarmente questo colpo. Tra questi, solo uno è tra i primi dieci: Lorenzo Musetti (5) (che poi ha battuto Fritz, ndr). Tra i primi 50, ci sono cinque specialisti: oltre a Musetti, Denis Shapovalov (23), Stefanos Tsitsipas (35), Daniel Altmaier (44) e Grigor Dimitrov (45). Nel circuito femminile, la sua presenza è minima: solo due giocatrici tra le prime 100 usano il rovescio a una mano: Tatjana Maria (42) e Viktorija Golubic (83).
Gli ultimi due numeri 1 col rovescio a una mano sono stati Justine Henin e Roger Federer.
“Questa tecnica classica è passata dall’essere la norma a diventare una rarità d’élite. Ma sopravviverà. Ci sono giocatrici la cui coordinazione e struttura corporea sono più adatte a una mano che a due: forzarle sarebbe innaturale. Queste giocatrici continueranno a emergere in ogni generazione. Perché, una volta padroneggiata, per un certo stile di gioco, riconoscibile negli stessi Wawrinka e Federer, è più preziosa per il movimento o per passare allo slice. E perché quando tutti colpiscono allo stesso modo, un gesto diverso crea confusione: e il pubblico, come i grandi allenatori, non cerca di copiare la media, ma ciò che rende un giocatore unico”.











