Gli Slam provano a reinventarsi, ma Wimbledon combatte con i ricchi residenti

La settimana che anticipa lo Slam è spettacolo puro, dal doppio misto di New York al One MIllion point di Melbourne e di Parigi. Wimbledon impantanato in una battaglia legale per l'espansione dei campi (Telegraph)

Tennis, Tarvet wimbledon sparring Wimbledon

Members of staff arrange the net on Center Court prior to the start of the 2023 Wimbledon Championships at The All England Tennis Club in Wimbledon, southwest London, on July 2, 2023. (Photo by Adrian DENNIS / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE

L’Australian Open si è ormai trasformato in un evento da tre settimane (12 gennaio al 1° febbraio). Manifestazione capace di attirare folle record già nella fase preliminare e di rilanciare anche le qualificazioni come spettacolo centrale. Wimbledon, frenato da vincoli strutturali e battaglie legali sull’espansione, rischia invece di restare indietro. Appare sempre più come un prodotto di prestigio storico ma meno competitivo nel tennis moderno. Ne scrive il Telegraph

“La settimana di qualificazioni di Melbourne in “opening week” ha già attirato ben oltre 218.000 spettatori ai cancelli. Un aumento consistente rispetto ai 117.000 dello stesso momento dell’anno scorso e ai 90.000 dell’anno precedente.

Wimbledon è impegnato in una estenuante battaglia legale sullo status del vicino Wimbledon Park Golf Course. L’esito di quella vicenda stabilirà se Wimbledon potrà seguire l’esempio di Tennis Australia e trasformarsi a sua volta in un evento di tre settimane. Il tennis sull’erba trasmette forse un’eleganza unica ma ha un enorme limite: i campi si consumano rapidamente, ed è per questo che l’Aeltc è così determinata a espandersi oltre Church Road.

Sulla carta, i tornei di qualificazione dei quattro Slam sono tutti uguali. Partono da 256 aspiranti, di solito classificati tra il numero 100 e il 250 del mondo, e li riducono a 32 sopravvissuti, premiati con l’accesso al tabellone principale. Lo scrittore e tennista David Foster Wallace descrisse una volta questa fase preliminare come il mattatoio del tennis che sputa fuori il “controfiletto ben presentato” del torneo Slam vero e proprio.

Tre dei quattro Slam hanno dato una rinfrescata alla settimana di qualificazione. Nel frattempo, gli appassionati di tennis stanno iniziando a rendersi conto che le partite tra giocatori di seconda fascia possono essere altrettanto divertenti, imprevedibili e spettacolari di quelle tra le teste di serie di alto livello. Wimbledon resta l’eccezione. Le sue qualificazioni si disputano a tre miglia di distanza, a Roehampton, su un terreno che l’Aeltc non possiede nemmeno.

Alcune tribune malandate permettono a circa 5.000 spettatori al giorno di seguire gli incontri, ma se si paragona l’evento allo sfarzo scintillante di Melbourne viene in mente la celebre definizione di Graham Gooch sull’umiliazione dell’Inghilterra nelle Ashes 1990-91: “una scoreggia contro il tuono”. Il Wimbledon Park Project (Wpp) prevede la costruzione di 38 nuovi campi, incluso uno stadio da 8.000 posti, sull’area dell’ex campo da golf. Se il progetto andrà in porto, l’Aeltc potrà trasferire lì le qualificazioni e farne un vero spettacolo. Ma lo sviluppo è impantanato da cinque anni nella burocrazia, mentre ricchi residenti locali hanno messo in atto una campagna di opposizione molto efficace. L’intero processo somiglia a una Brexit sportiva.

Prosegue il Telegraph

Il piacevole 1 Point Slam di mercoledì può essere visto come la risposta di Tennis Australia al torneo di doppio misto “reinventato” andato in scena agli US Open a fine agosto. Questi due eventi innovativi hanno molto in comune: entrambi si sono svolti nella settimana preliminare all’inizio del tabellone principale, entrambi hanno coinvolto Jannik Sinner e Iga Swiatek tra gli altri grandi nomi, ed entrambi hanno messo in palio un milione di dollari per i vincitori, seppur in valute diverse. Con ogni probabilità, anche la federazione francese seguirà presto l’esempio. Il Roland Garros ha già potenziato la propria settimana di qualificazione ospitando alcuni match nei grandi stadi. Nel prossimo evento di maggio potremmo vedere Le Tournoi En Un Seul Point, o magari qualche altra alternativa gallica fuori dagli schemi.

Ma Wimbledon è impotente e non può unirsi alla festa. Come un adolescente pieno di brufoli al ballo della scuola. Resta il fatto che la settimana di qualificazioni raffazzonata di Wimbledon è un problema enorme per il club.

Anche se l’Aeltc dovesse superare gli ultimi ostacoli legali ci vorranno comunque sei o sette anni prima che i nuovi campi in erba si assestino. I nuovi campi non arriveranno prima della metà degli anni Trenta, nel migliore dei casi. Nel frattempo, Wimbledon sta perdendo ricavi e influenza, e in generale appare più come un prodotto d’archivio che come un’impresa moderna e vitale. Basti pensare che l’edizione dello scorso anno ha accolto 550.000 spettatori, un numero rispettabile finché non lo si confronta con l’Australian Open: 1,2 milioni nel 2025, destinati probabilmente a salire verso quota 1,4 milioni nel 2026.

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