De Laurentiis in tribunale contro Bianca Berlinguer: «Lei e Corona mi diffamarono, non sapevo di avere il Covid, stavo male per le ostriche di Gattuso»

Repubblica Roma: ha chiesto 500mila euro. I due dissero che era andato in assemblea di Lega sapendo di aver il Covid. Non era vero. Ieri la deposizione in tribunale

De Laurentiis Napoli

Db Riyadh 18/12/2025 - Supercoppa Italiana / Napoli-Milan / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis

De Laurentiis in tribunale, vuole 500mila euro da Bianca Berlinguer e Mauro Corona: «Mi diffamarono per il Covid»

Aurelio De Laurentiis ieri era in tribunale a Roma, a piazzale Clodio, per la causa di diffamazione contro Bianca Berlinguer e Mauro Corona che lo diffamarono nel settembre 2020 accusandolo di aver partecipato all’assemblea di Lega Serie A pur avendo il Covid. De Laurentiis ha dichiarato di non sapere di aver il Covid al momento dell’assemblea, che accusava sì problemi di stomaco ma che pensava fossero dovuti alle ostriche della pescheria di Gattuso che aveva mangiato la sera prima.

Ne scrive Repubblica Roma:

«Non sapevo di avere il Covid. Quel giorno ero solamente spossato perché la sera prima avevo esagerato con le ostriche di Gattuso e il vino». Non è passato inosservato Aurelio De Laurentiis mentre testimoniava nell’aula 13 del tribunale di piazzale Clodio. I magistrati lo hanno voluto sentire nel processo in cui sono imputati Bianca Berlinguer e Mauro Corona. I due sono accusati di aver diffamato il presidente del Napoli. Secondo i pm, il 15 di settembre 2020, durante una puntata di Carta Bianca su Rai 3, la conduttrice e l’ospite hanno detto che il patron pochi giorni prima aveva partecipato all’assemblea e alla festa della Lega Calcio all’hotel Hilton di Milano «nonostante la consapevolezza del proprio stato di malessere».

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Prosegue Repubblica Roma:

Incalzato dalle domande del pubblico ministero Gianluca Cassetta, De Laurentiis ha ripercorso la storia: «Queste affermazioni aberranti mi hanno turbato — ha detto — Loro, invece, ci scherzavano». Parole, quelle della trasmissione televisiva, messe nero su bianco sul capo d’imputazione: «È andato alla festa della Lega Calcio con la febbre», dice Berlinguer. «Sapeva benissimo cosa aveva e mi dispiace molto — risponde Corona — Io sono un povero diavolo, ma se sento la febbre non vado al bar». Tutto falso, risponde il patron del Napoli. Non poteva sapere di avere il Covid. E il malessere che accusava, al massimo, derivava da altro. Il giorno prima di partire aveva una cena di lavoro. Sul tavolo, ostriche e champagne. I molluschi arrivavano direttamente dalla pescheria di Gennaro Gattuso, che allenava il Napoli. «Un uomo che si alza alle 5 per andare a Milano dopo una cena del genere si sente come un atleta che ha appena lanciato il giavellotto o leggermente rinc…?», ha raccontato in aula.

Quella mattina, De Laurentiis si era sottoposto a un tampone. Uno di quelli di routine, in quel periodo, per tutte le squadre di calcio: «Ne facevamo uno ogni quattro giorni». Il risultato, positivo, è arrivato solo la sera stessa, quando era già tornato a Napoli. A questo si aggiunge anche che all’Hilton il presidente è passato quattro volte sotto gli scanner della temperatura. «Non avevo la febbre, era tutto regolare», ha continuato. Durante la trasmissione in televisione, però — sostiene De Laurentiis — le cose sono andate in maniera diversa. E in quei minuti di diretta prova a intervenire l’ufficio stampa: «Ha scritto subito a Franco Di Mare, ai tempi responsabile di Rai 3 — ha detto il patron — Volevamo replicare, ma la risposta è stata: ‘andate a fare in c…’». Ecco allora che il presidente, rappresentato dall’avvocato Fabio Fulgeri, ha querelato Berlinguer e Corona e chiesto un risarcimento di almeno 500mila euro. «Al mio assistito è stato chiesto di commentare una notizia già uscita che non era stata smentita — dice Alberto Mascotto, avvocato di Corona — Non c’era intento diffamatorio».

 

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