Canonico: «La prognosi per un infortunio non può essere precisa, dipende anche dalle risposte individuali del calciatore»

A radio Crc: «La scienza non è democratica e spesso parlano di preparazione atletica e medicina persone che non ne hanno titoli»

Raffaele Canonico

Foto Radio Crc

Il responsabile medico del Napoli, Raffaele Canonico intervistato da Radio Crc ci ha tenuto a fare una premessa, prima di parlare delle condizioni di tuti gli infortunati azzurri, per sconfessare le voci che circolano circa la situazione interna del club e della staffo medico

Le parole di Canonico sul Napoli

«Spesso a Napoli tendiamo ad auto distruggerci o auto esaltarci. Io vivo a Napoli e ci sono molte chat di tifosi  in cui tutti parlano di tutti, tattica, medicina sportiva. È giusto, però va fatta una premessa. La scienza non è democratica e spesso parlano di preparazione atletica e medicina persone che non ne hanno titoli. Ho sentitolo parlare di altri staff che sarebbero migliori. Noi abbiamo staff con il dottor De Luca, 8 fisioterapisti di altissimo livello e facciamo test continui sui giocatori proprio per cercare di intercettare le problematiche. I dati fisici ci dicono che, anche se la nostra squadra ha un’età un po’ più elevata, esprime dei valori di altissimo livello in serie A. Siccome noi abbiamo macchine importanti che ci permettono di esprimere i dati fisici, che spesso derivano dalla genetica, sappiamo che non sono inferiori agli avversari. L’anno scorso il Napoli, anche se giocava di meno, ma è stata la seconda o terza squadra di Serie A col minor numero di infortuni, ma anche come indisponibilità di giocatori ad andare in campo, il tutto rapportato al numero di partite».

Oggi è stata pubblicata una tabella che dice che il Napoli ha avuto giocatori che hanno saltato 153 partite

«Quest’anno abbiamo avuto infortuni abbastanza seri e gravi che ci hanno portato ad avere delle degenze lunghe. Io farei anche un discorso sulla privacy in questi casi, però capiamo che gli addetti ai lavori e i tifosi vogliono sapere. Sui discorsi delle prognosi, sono sempre aleatori, la medicina è una scienza che non può essere precisa, vale da caso a caso e da soggetto a soggetto. Ho sentito parlare anche di recidive, a me non pare di aver avuto nessun tipo di recidiva»

 

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