Altro che “pride”: l’Egitto ha chiesto alla Fifa di cancellare la celebrazione dei diritti LGBTQ+

Per la Süddeutsche non è un caso che a Seattle giochino Egitto e Iran, è una delle città a cui Trump vuole togliere le partite dei Mondiali

Infantino trump

Db New York (Stati Uniti) 13/07/2025 - FIFA Club World Cup 2025 / Chelsea-Paris Saint-Germain / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Donald Trump-Gianni Infantino

Che non fosse una grandissima idea, era chiaro. Ora l’Egitto ufficializza la gaffe (ennesima) della Fifa e e chiede di annullare la celebrazione del “Pride” per la partita contro l’Iran ai Mondiali, la partita di Seattle designata dagli organizzatori per celebrare la comunità LGBTQ+ con la partecipazione di due paesi ostili all’omosessualità. Geniale.

L’omosessualità può essere punita con la pena di morte in Iran ed è fortemente stigmatizzata in Egitto. La Federazione calcistica egiziana ha ora scritto al segretario generale della Fifa, Mattias Grafström, per esprimere il suo “totale” rifiuto di qualsiasi attività legata al sostegno alla comunità LGBTQ+: “Per mantenere lo spirito di unità e pace, è necessario evitare di includere attività che potrebbero provocare sensibilità culturali e religiose tra i tifosi presenti provenienti da entrambi i Paesi, Egitto e Iran, soprattutto perché tali attività sono culturalmente e religiosamente incompatibili con i due Paesi”.

Ma la Süddeutsche Zeitung ha dei seri dubbi sul fatto che sia tutto così casuale e improvvisato. “È stata davvero solo la natura arbitraria del sorteggio a portare le nazionali di Egitto e Iran a incontrarsi a Seattle, una città nel nord-ovest degli Stati Uniti, per la Coppa del Mondo? O la Fifa ha inserito nel programma una sorta di provocazione, una battuta maliziosa che Gianni Infantino, da vero buffone di corte, trova molto divertente?”.

“La città di orientamento progressista aveva già fissato la data per questo incontro a tema due mesi prima, quando ancora non si conosceva il nome di nessuna delle squadre partecipanti. Seattle, insieme a Boston, è una delle città degli Stati Uniti a governo democratico da cui il presidente Trump ha minacciato di annullare le partite della Coppa del Mondo se nutrirà dubbi sulla sicurezza locale. Queste dichiarazioni sono purtroppo sufficienti a dipingere un quadro preoccupante per quanto riguarda il 26 giugno”.

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