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Khedira: «Özil è il più forte che abbia mai visto. Giocava come un angelo»

A Marca. “Cristiano è il leader, prima delle grandi partite parlava uno ad uno. Se c’era da vincere una partita la palla era sua”

Khedira: «Özil è il più forte che abbia mai visto. Giocava come un angelo»
Db Torino 01/10/2019 - Champions League / Juventus-Bayer 04 Leverkusen / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Sami Khedira

Cosa fa adesso Sami Khedira? “Mi sto preparando per una seconda carriera, studiando, facendo affari, viaggiando, studiando, prendendo la licenza di direttore sportivo…“. Intervistato da Marca l’ex centrocampista della Juve e del Real Khedira parla in verità da futuro allenatore. “Amo tutti gli sport e ne pratico molti, anche se non sono bravo. Tutti gli sport hanno le loro caratteristiche ed emozioni, per questo cerco di imparare da tutti. I tennisti devono avere una mentalità molto forte, perché sono soli in campo. Nel football americano, se un giocatore fa un passo sbagliato, il lavoro tattico svanisce completamente. Cerco di imparare dalla filosofia e dalla mentalità di ogni sport. Essere leader è uno stile di vita e non può essere copiato. Non puoi copiare Mourinho, Guardiola, Klopp o Ancelotti”.

“Amo il calcio, ma non mi manca giocare. Amavo giocare a calcio ai massimi livelli, dare il cento per cento, ma quando non puoi più dare il massimo ti senti male. E questo è quello che è successo a me. Ho subito molte operazioni, le mie ginocchia non stavano bene e mi rattristava non essere al cento per cento”.

A proposito di infortuni “anche ai miei tempi c’erano lamentele sul calendario. Per me il problema non è nel numero delle partite, ma nei tempi di recupero e nelle vacanze. Guarda la Nba o la Nfl, giocano un sacco di partite, ma poi hanno tre mesi liberi e una buona preseason. Questo non accade nel calcio”.

“Devo scusarmi con i giornalisti, perché da giocatore non hai questo punto di vista e non vedi come i giornalisti preparano le partite, come lavorano. E lo vedo adesso. Vedo che il giornalista prima della partita prepara la partita, la analizza, guarda i dati… Adesso la vedo diversamente”.

Infine parla dei suoi tre anni al Real: “Casillas era il capitano, ma il leader era Sergio Ramos, perché aveva in sé quel sangue spagnolo e quel Dna del Real Madrid. Ma poi attenzione, c’è Cristiano Ronaldo, che per le grandi partite era sempre pronto e connetteva tutti. Ti veniva a prendere e iniziava a dirti cose. Dai Sami, sii aggressivo. Mesut, tira fuori la tua magia. Di María, prendi la palla e puntali… E’ stato un motivatore. Per vincere le partite c’era lui. Non falliva mai. Era sempre lì. Ma il giocatore più speciale per me è stato Mesut Özil. Il giorno in cui Mesut se ne andò, dicevamo tutti a Florentino: Ma perché lo vendi! Benzema, Cristiano, Ramos… Özil era un genio assoluto, era un vero mago. Ho giocato dietro di lui e se gli facevi un brutto passaggio lui controllava la palla con facilità… Non ho mai visto un giocatore con quella classe e quella qualità, davvero. Il Bernabéu lo amava, giocava come un angelo… giocava come Zidane”.

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