Da Calcio&Finanza. I massimali dei rimborsi non superano i 7,5 milioni di euro, il programma Fifa protegge tutti i giocatori legati da un contratto professionistico con un club qualsiasi.

Con l’ultima sosta delle nazionali del 2024, torna a far discutere un tema ricorrente: chi paga i giocatori che si infortunano in nazionale? Questo problema, noto come “virus nazionali”, coinvolge i club, costretti a far fronte all’assenza di atleti spesso impegnati in competizioni internazionali. Secondo Calcio&Finanza, il nodo centrale è il Fifa Club Protection Program (CPP), un’assicurazione istituita dalla Fifa per risarcire i club in caso di infortuni subiti dai giocatori durante gli impegni con le nazionali. Vediamo come funziona.
Il risarcimento massimo è di 7,5 milioni di euro per giocatore per incidente, calcolato con un compenso giornaliero di 20.548 euro. Questo importo è erogabile fino a 365 giorni, ma solo dopo un periodo iniziale di 28 giorni non coperto. Il rimborso riguarda esclusivamente lo stipendio fisso del giocatore, inclusi eventuali oneri sociali obbligatori. Non sono compresi bonus, premi o pagamenti variabili. Il pagamento avviene mensilmente, entro 30 giorni dalla conferma della richiesta.
Infortuni in nazionale: il risarcimento è irrisorio rispetto al danno?
Pensiamo alla Juventus come buon caso esemplificativo, che ha perso Bremer e Cabal per infortuni gravissimi. Scrive così Calcio&Finanza:
“Il Programma protegge tutti i giocatori durante il periodo di rilascio delle partite della nazionale che hanno un contratto di lavoro con un club, dove esiste l’obbligo di liberare i giocatori. Tutti i giocatori professionisti che sono impiegati da club affiliati ad un’associazione nazionale Fifa sono protetti. […]
Se un giocatore subisce lesioni fisiche causate da un incidente durante il periodo delle partite della squadra nazionale, il giocatore può ritrovarsi costretto a non disputare l’allenamento e le partite della sua squadra; tuttavia, il club ha l’obbligo di pagare lo stipendio del giocatore in base al rispettivo contratto di lavoro. Il risarcimento pagato al club sembra quindi un risultato ovvio ed equo rispetto alle perdite del club (pagamento dello stipendio del giocatore) durante il periodo in cui il giocatore non è in grado di svolgere il proprio dovere.”
È abbastanza ovvio che il danno – specialmente se riguardante la perdita di un calciatore chiave per la stagione di quel determinato club – è molto più grosso in termini tecnici (e quindi letteralmente impossibile da compensare o rimborsare) di quanto non possa esserlo in termini economici, laddove invece il carico della compensazione sembra ritenersi più accettabile. L’impressione è che con i calendari così serrati, la problematica non potrà che acuirsi o comunque non smettere di esistere e non basteranno assicurazioni su assicurazioni: anzi, nascerà presto la necessità di allargare ancor di più le rose.