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Lollobrigida si mosse per garantire i funerali di Diabolik: «Perché negarlo ai suoi amici?» (Repubblica)

Il Questore aveva negato i funerali in forma pubblica perché era un narcos. Ma dal Parlamento il cognato della Meloni criticò la decisione

Lollobrigida si mosse per garantire i funerali di Diabolik: «Perché negarlo ai suoi amici?» (Repubblica)
As Roma 01/09/2019 - campionato di calcio serie A / Lazio-Roma / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: tifosi Lazio

Lollobrigida si mosse per garantire i funerali di Diabolik: «Perché negarlo ai suoi amici?» (Repubblica)

Ecco cosa scrive il quotidiano la Repubblica che ieri ha pubblicato le intercettazioni tra Paolo Signorelli, il portavoce di Francesco Lollobrigida (cognato di Giorgia Meloni e ministro dell’Agricoltura) e appunto Diabolik il criminale capo ultrà della Lazio ucciso al Parco degli Acquedotti nell’estate del 2019. Intercettazioni a base di frasi antisemite e altre squallori di estrema destra (che poi oggi in Italia equivale alla destra normale).

Scrive Repubblica:

A credere alle memorie dei loro telefonini, anche se oggi dicono di non ricordare, alcuni degli uomini che girano attorno a questa destra di governo sono fascisti. E antisemiti. E fin qui, in fondo, non c’è poi così tanto da meravigliarsi. Ma — come ha rivelato ieri Repubblica in esclusiva — quello che di nuovo racconta lo smartphone di Fabrizio Piscitelli, in arte Diabolik, sono i collegamenti di questa destra con alcuni dei più pericolosi narcos italiani, mafiosi appunto: Piscitelli, ucciso in uno degli omicidi di mafia più significativi degli ultimi dieci anni in Italia, perché racconta la spartizione della piazza dello spaccio della Capitale. Ed Elvis Demce, un criminale spietato in grado di spostare container di cocaina come fossero bottiglie d’acqua e di cavare gli occhi a mani nude ai suoi avversari. Entrambi erano, così dicono i cellulari, molto cari a Paolo Signorelli, il portavoce di Lollobrigida. Ma in realtà erano vicini a tutto quel mondo cresciuto in un brodo di coltura che parla di onore, rispetto e legalità. E trova irresistibili criminali e trafficanti di droga.

Per dire. Dopo l’omicidio Piscitelli ci fu un politico che intervenne per ridare “onore” a quell’uomo ammazzato su una panchina del parco degli Acquedotti in un omicidio di mafia. Il Questore aveva negato i funerali in forma pubblica perché era stato ucciso un capo ultras, ma soprattutto un narcos. E dal Parlamento ci fu chi lo attaccò: Francesco Lollobrigida, allora capogruppo di FdI. «Ritengo incomprensibile la scelta del Questore — disse — Non ci sono motivi di ordine pubblico. Perché negare ai suoi amici di partecipare come desiderano al funerale?».
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