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Agnelli e il ricorso per il caso plusvalenze: sarà la corte europea a decidere

Ricordiamo che l’ex presidente bianconero aveva chiesto la cancellazione dell’inibizione di 24 mesi in ambito Figc.

Agnelli e il ricorso per il caso plusvalenze: sarà la corte europea a decidere
Mg Parigi 06/09/2022 - Champions League / Paris Saint Germain-Juventus / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Andrea Agnelli

Il ricorso presentato al Tar del Lazio da Andrea Agnelli sul caso plusvalenze della Juventus sarà valutato dalla corte di giustizia europea.

Agnelli e il ricorso per il caso plusvalenze: sarà la corte europea a decidere

Con la presente ordinanza questo Tribunale solleva questioni pregiudiziali di interpretazione ai sensi dell’art. 267 del Trattato U.E., in relazione alla compatibilità della disciplina nazionale di cui al decreto legge 19 agosto 2003, n. 220, recante “Disposizioni urgenti in materia di giustizia sportiva”, convertito con modificazioni dalla L. 17 ottobre 2003, n. 280, con il diritto eurounitario si legge.

Ricordiamo che Agnelli aveva chiesto la cancellazione dell’inibizione di 24 mesi in ambito Figc; un anno fa era stato depositato il ricorso contro la sentenza del Collegio di Garanzia che squalificava l’ex presidente della Juventus per due anni dalla corte giudicante.

La lettera del responsabile della contabilità Bertola ad Agnelli (2022)

In essa, il 18 novembre 2020, Bertola scriveva: «Riduzione stipendi e plusvalenze sono operazioni chiave per la messa in sicurezza». Evidenziava che il risultato era «molto pesante», intorno a -116 milioni, ma che erano previste «mitigazioni» attraverso «riduzioni stipendi» e «plusvalenze».

La Repubblica scrive:

“Dai report sulla situazione finanziaria della Juventus nelle mani degli investigatori si legge molta preoccupazione ma anche ipotesi di strategie che possano arginare le perdite. “«On track ma su una bumpy road. Riduzione stipendi e plusvalenze sono operazioni chiave per la messa in sicurezza. Speriamo nel vaccino per lo stadio ma è difficile», scriveva il 18 novembre 2020 alle sette e mezza del mattino Stefano Bertola, dirigente che si occupava di contabilità, al presidente Andrea Agnelli. Una frase che per i pm è la conferma che i cartellini gonfiati dei calciatori e gli accordi paralleli per la restituzione (sotto forma di buonuscita o di premio fedeltà) degli stipendi a cui avevano rinunciato per il Covid siano stati la strategia per far quadrare i conti””.

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