“Il pubblico dell’Open di Francia rientra in una categoria tutta sua di dispetti: un misto di disprezzo altezzoso e insulti”

Persino sua imperturbabilità Roger Federer, dopo un urlo dal pubblico a metà scambio, gridò “stai zitto!”. Erano i quarti di finale del 2013 contro Juan Martin del Potro. Nella finale femminile del 1999, Martina Hingis lasciò il campo singhiozzando dopo la sconfitta contro Steffi Graf, lacrime innescate dagli insulti della gente sugli spalti per una sua contestazione. Insomma, non è nuova la storia del pubblico “scostumato” del Roland Garros, che in questi giorni è tornata in auge dopo le proteste dei giocatori. Sono “parte di uno schema parigino”, scrive il Telegraph. Che però rilancia: non è un bel segnale in vista delle Olimpiadi.
“Un pomeriggio di tennis al Bois de Boulogne, anche quando si affronta una wildcard francese, non si avvicina all’ostilità che si incontra in una media serata di Champions League al Parc des Princes. Ma questa non è una scusa”. “Come si svolgeranno le Olimpiadi di quest’estate. I giocatori sperimenteranno un vetriolo ancora maggiore quando il tennis tornerà al Court Philippe Chatrier tra un mese?”.
“Il pubblico dell’Open di Francia rientra in una categoria tutta sua di dispetti. Anche le giocatrici più ostinate sono state logorate dall’antagonismo: prendiamo Serena Williams dopo aver perso la semifinale del 2003 contro la belga Justine Henin, dove fu fischiata così incessantemente e finì per piangere in conferenza stampa. Maria Sharapova ha provato una strada diversa nel 2008, quando gli spettatori continuavano a distrarla su ogni punto contro Dinara Safina, girandosi verso di loro dopo un vincente urlò: “Su il per il tuo fottuto culo”.
Il Telegraph chiude definendo il pubblico parigino “un misto di disprezzo altezzoso e insulti ai giocatori, una combinazione vincente”.