ilNapolista

De Laurentiis ha scelto Manna riservandosi di definire la posizione di Meluso (Corsport)

Con l’arrivo del nuovo ds resta da capire che fine farà Meluso che era stato scelto dal presidente a sorpresa

De Laurentiis ha scelto Manna riservandosi di definire la posizione di Meluso (Corsport)

Il Napoli ha scelto l’uomo su cui puntare per la rifondazione tecnica: Giovanni Manna, 35 anni, primo collaboratore di Cristiano Giuntoli alla Juventus, l’anima e il cervello della Next Gen che nell’ultima stagione ha ricoperto il ruolo di Head of First Team al fianco del dt. De Laurentiis è deciso ad affidare a lui la direzione dell’area tecnico-sportiva azzurra per la prossima stagioneAdl ha provato a sondare anche Giovanni Sartori del Bologna, ma non si muoverà e l’idea è tramontata sul nascere”.

Che fine farà Meluso con manna?

Lo ha scritto il Corriere dello Sport a proposito della scelta del presidente De Laurentiis si prendere Manna come nuovo ds del Napoli

“A De Laurentiis piace da morire, da sempre: giovane rampante che sa scoprire rampanti giovani e che palleggia con nonchalance con l’inglese, il francese e lo spagnolo. Nel mini elenco del presidente c’erano anche Pietro Accardi dell’Empoli e Sean Sogliano del Verona, ma DeLa voleva lui, Manna, e se l’è preso. L’ha strappato alla Juve – riservandosi di definire la posizione di Meluso – e gli ha consegnato il mercato del Napoli e l’area sportiva, forte dell’esperienza maturata negli ultimi due anni alla Continassa con il ruolo di Head of First Team: la Juventus non è una passeggiata per nessuno, da quelle parti è obbligatorio vincere”.

Meluso era arrivato al Napoli quasi per caso, un nome venuto fuori quasi dal cilindro, che conferma la tendenza di De Laurentiis a sorprendere tutti. Una decina di giorni di consultazioni ed incontri e poi è arrivato il tweet. Il Corriere dello Sport scrive:

“il diesse esce a sorpresa dalle perlustrazioni presidenziali, porta con sé un vissuto da giocatore (Lazio, Cremonese, Salernitana, Monopoli, Foggia Casarano, Messina e Fermana) e da manager (Foggia, Padova, Pisa, Sangiovannese, Teramo, Ternana, Cosenza, Lecce e Spezia) e dopo due anni a guardare partite, a mettere insieme relazioni, si ritrova catapultato in una dimensione inaspettata pure per lui. È il colpo di teatro che Adl ama, è la scelta che stupisce, è il desiderio di inventarsi ancora altro, di osare, di sfidare le regole non scritte del calcio ribaltando le consuetudini e i luoghi comuni: una decina di giorni di consultazioni, di incontri secretati e poi il tweet, che fa assai chic”.

ilnapolista © riproduzione riservata