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Sinner contro Alcaraz: la freddezza contro la gioia, il lavoro contro l’edonismo (El País)

I due rappresentano gli opposti. “L’italiano è l’uomo da battere, viene da 16 vittorie consecutive e non ha ancora perso”

Sinner contro Alcaraz: la freddezza contro la gioia, il lavoro contro l’edonismo (El País)
MIAMI GARDENS, FLORIDA - MARCH 31: Jannik Sinner of Italy is congratulated by Carlos Alcaraz of Spain after their match during the semifinals of the Miami Open at Hard Rock Stadium on March 31, 2023 in Miami Gardens, Florida. Matthew Stockman/Getty Images/AFP (Photo by MATTHEW STOCKMAN / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

Continua la marcia trionfante di Jannik Sinner all’interno del circuito Atp. Il tennista altoatesino è arrivato in semifinale al Master 1000 di Indian Wells, come l’anno scorso e proprio come lo scorso anno sfiderà il suo rivale Carlos Alcaraz. Quest’anno la posta in gioco sarà più alta: chi vince sarà il numero 2 al mondo a partire da lunedì.

Il quotidiano spagnolo El País dedica un pezzo a Sinner e alla sua rivalità con Alcaraz.

Sinner è l’uomo da battere, lui e Alcaraz due opposti mossi dallo stesso fine

Mentre l’Arabia Saudita continua ad essere minacciosa, il tennis si può consolare con la bella rivalità che si sta costruendo tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. Ciò che conta davvero. Lo spagnolo e l’italiano, due modelli opposti con lo stesso obiettivo, si sfideranno oggi alla ricerca di un posto nella finale di Indian Wells.

Si sa: uno rappresenta la gioia, la creatività, il concetto più edonistico del gioco, e l’altro rappresenta il lavoro, la precisione, quel volto freddo e inespressivo in campo. Esatto, oggi Sinner fa paura. Le ragioni non mancano.

Senza dubbio, è ora l’uomo da battere, sulla scia di una striscia di 16 vittorie consecutive quest’anno — una in meno dal record di Sampras, Djokovic e Federer nel 1997, 2013 e 2018, rispettivamente — e senza neanche una defaillance ancora”.

«Scommetto che quest’anno  diventerà  già numero uno», ha detto recentemente una delle icone del tennis italiano e campione del Roland Garros nel 1976, Adriano Panatta.

«La vittoria è un momento positivo, ma è un momento che dura poco», dice il semifinalista, un ragazzo calmo, discreto dentro e fuori l’ambiente della competizione.

«Non avrei mai pensato di diventare così forte, ma imbattibile? Non lo sono. Ho semplicemente lavorato molto duramente per essere in questa posizione».

L’altoatesino è impressionante, solo Alcaraz può tenergli testa

Di Sinner “impressiona, soprattutto, la sua velocità nel disegnare (ndr il campo) e la sua determinazione. Solo Alcaraz, probabilmente, può attualmente seguire la sua scia quando si tratta di impostare il gioco e tirare i colpi, anche in termini di aggressività. Perché non aspetta, morde e basta. E prima è, meglio è”.

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