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Francia, il proprietario dell’Angers condannato a due anni di carcere per violenza sessuale (Le Parisien)

Quando Saïd Chabane fu accusato, lasciò il club ancora in Ligue1 al figlio Romain che oggi è accusato di riciclaggio di denaro

Francia, il proprietario dell’Angers condannato a due anni di carcere per violenza sessuale (Le Parisien)

L’ex proprietario dell’Angers, club francese che milita in Ligue 2, è stato condannato a due anni carcere per violenza sessuale ai danni di sei donne. L’accusa di una settima donna è stata respinta per mancanza di prove. Lo scrive Le Parisien.

Said Chabane, ex proprietario dell’Angers, colpevole di violenza sessuale

Scrive il quotidiano francese:

Saïd Chaban , il proprietario dell’Angers è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale su sei donne. Il pubblico ministero aveva chiesto tre anni di reclusione citando nel corso delle sue richieste i “gesti intollerabili” descritti dalle parti civili. Nel corso del processo, l’ex presidente del club ha negato le accuse delle sette denuncianti, ex dipendenti del club e della sua azienda, che avevano raccontato di “abbracci forzati” e di “palpeggiamenti al sedere e al seno“.

Chaban si è difeso dicendo che la sua condanna era già scritta fin dalla prima denuncia presentata nel 2020, quando il club militava ancora in Ligue 1. Da quel momento sono arrivate altre sei denunce relative a fatti commessi tra il 2014 e il 2019.

Il figlio di Chabane accusato di riciclaggio di denaro

Anche il figlio di Saïd, Romain Chabane ha dei problemi con la giustizia:

Nel marzo 2023, Saïd Chabane ha lasciato la presidenza del club al figlio Romain. Un mese dopo, la polizia lo ha arrestato perché coinvolto in un caso di riciclaggio di denaro“.

Dani Alves ci insegna che i calciatori sono nostre proiezioni, non li conosciamo davvero (Guardian)

No, non li conosciamo davvero i giocatori”. Pensiamo di sì. Ma non è vero. Sono proiezioni, “li vediamo giocare, osserviamo come si comportano, analizziamo quello che dicono e proiettiamo su di loro come vorremmo che fossero”. E poi Dani Alves ci ricorda che non è il caso di farsi dei miti, di non confondere mai l’atleta e l’uomo. Di non mescolare le due cose. Il Guardian torna sulla condanna a quattro anni e mezzo per violenza sessuale all’ex laterale brasiliano, con una analisi di Jonathan Wilson.

“Il calcio è una grande soap opera – scrive – e per questo creiamo il nostro cast di cattivi ringhiosi, guerrieri dal cuor di leone e coraggiosi dribblatori. A pochi è concesso il lusso delle sfumature: giocatori e allenatori diventano buoni e cattivi. Forse il motivo per cui questo caso è stato così scioccante è che, almeno per gli estranei Dani Alves sembrava uno dei bravi ragazzi”.

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