Ten Hag perde il derby di Manchester 3-1. Il gol di Rashford in avvio è solo un abbaglio, le sue difficoltà sono i sintomi di un malessere più ampio del club

Il Manchester United perde l’ennesimo derby contro il City di Guardiola. Eppure il match era iniziato nel migliore dei modi per la squadra di Ten Hag. Al nono minuto Rashford ha scaraventato il pallone in rete da fuori aria. Poi però è arrivato il buio. L’attaccante dello United eclissato da Walker, Bruno Fernandes irritante come al solito, Antony praticamente inutile e Amrabat, quel fenomeno della Fiorentina, ridoto a un mediano di provincia. Suo il banale errore che fissa il risultato sul 3-1 per il City.
Rashford è come lo United, un enigma complicato da risolvere
Rashford è l’emblema dello United, un enigma complicato da risolvere. Lo scrive il Telegraph:
“Al fischio finale, Marcus Rashford difficilmente somigliava a un giocatore che aveva segnato uno dei più grandi gol di qualsiasi derby di Manchester. Quello sguardo lontano era tornato, mentre scendeva lungo il tunnel verso un’altra amara sconfitta. Un finale sfortunato, sì, ma non sono stati solo i tre gol del City nel secondo tempo a offuscare il suo umore. Dopotutto, aveva sbagliato due occasioni dopo aver segnato, poi è stato sostituito con Antony a 15 minuti dalla fine. Davvero, è lui l’enigma perpetuo“.
E ancora:
“Mentre Rashford usciva dal campo, le telecamere hanno inquadrato Southgate sugli spalti dell’Etihad. La giustapposizione non è stata casuale: l’esterno ha creato un dilemma per ct dell’Inghilterra che gli è stato accanto. La sua prestazione è stata accecata da quella di Foden, suo compagno di squadra in nazionale. Laddove Foden ha fornito una prestazione radioso per il City, la luce di Rashford era fioca“.
A Manchester stanno tollerando troppo facilmente la mediocrità
Il Telegraph continua:
“L’inglese con il passare dei minuti è quasi scomparso dal campo, soffrendo l’umiliazione di essere sostituito da Antony, sicuramente tra i peggiori acquisti del club degli ultimi 25 anni. Inoltre, chiunque abbia osservato il recente crollo dello United contro il City concorderebbe sul fatto che Rashford è l’ultimo dei problemi. Le sue difficoltà sono i sintomi di un malessere più ampio del suo club, dove la mediocrità è tollerata e dove un giocatore perennemente irritante come Bruno Fernandes è in qualche modo considerato un valido erede di Keane come capitano“.