Ha creato il vantaggio ma il suo impiego trasforma il 4-3-3 in un’altra cosa, e riduce la capacità di penetrazione sulle fasce

Raspadori non può giocare titolare nel 4-3-3. Lo scrive Alessandro Barbano nel suo editoriale per il Corriere dello Sport.
Poi c’è una questione tattica da chiarire. Raspadori risulterà decisivo nel propiziare l’azione del vantaggio e nell’offrire l’assist a Osimhen, ma il suo impiego trasforma il 4-3-3 in un’altra cosa, e riduce la capacità di penetrazione sulle fasce. Con una squadra arroccata nel suo catenaccio a uomo come il Cagliari, questo diventa un problema. Nel primo tempo a destra il duo Mazzocchi-Raspadori non passa praticamente mai e subisce anzi le folate cagliaritane. E a sinistra la crisi di identità del gioiello georgiano fa il resto.
Bisogna che Calzona persuada il presidente De Laurentiis che, finché Osimhen bazzica dalle parti del Vesuvio, e finché il Napoli vuol restare fedele al suo modulo, per Raspadori non c’è un posto da titolare. E bisogna poi che Calzona aiuti Kvara a comprendere che il suo compito non è quello di puntare l’avversario, ma quello di puntare la porta, cioè di scegliere l’opzione più giusta per la squadra tra quelle a disposizione. Sarebbe un peccato se un talento di primo livello come lui fosse abbandonato a un destino di incompiutezza.
La pagella napolista di Raspadori
RASPADORI. Calzona detto il Terzo ripropone Giacomino a destra e questi fa molto di più del Na-Politano degli ultimi tempi. L’unico tiro del Napoli nel primo tempo è il suo. Eppoi. Eppoi c’è quella pelota derubata e infine messa sulla cabeza di Victor Victoria. E senza dimenticare i suoi recuperi in difesa – 7
Una palla rapinata che gli vale da sola il voto – 6,5