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È giunto il momento di riabilitare Garcia, con la sua media il Napoli sarebbe in zona Champions

È l’ora dell’autocritica. È forte il sospetto che avesse capito subito i limiti e i problemi della stagione ma nessuno volle ascoltarlo

È giunto il momento di riabilitare Garcia, con la sua media il Napoli sarebbe in zona Champions
Ci Salerno 04/11/2023 - campionato di calcio serie A / Salernitana-Napoli / foto Carmelo Imbesi/Image Sport nella foto: Rudi Garcia

È giunto il momento di riabilitare Garcia, i numeri del suo Napoli non mentono

Una cosa importante nella vita è saper sottoporre a revisione critica le proprie posizioni. Dubitare sempre. E, se del caso, cambiare idea. Correggere la posizione. In fondo è il metodo con il quale nei secoli è progredita la scienza. Altrimenti saremmo ancora a Tolomeo. In proposito da un po’ di tempo mi capita di riflettere sul trattamento che è stato riservato a Garcia. Da me per primo. E mi chiedo: e se lui avesse capito con largo anticipo quello che sarebbe accaduto al Napoli? Se si fosse reso conto prima di noi che ripetersi rispetto alla passata stagione era impossibile per una somma di fattori concomitanti? Ma procediamo con ordine.

Voglio partire da un mantra dei detrattori del franco-ispano. La frase da lui pronunciata “non conosco il Napoli, non ho mai visto una partita del Napoli di Spalletti.” E se fosse stata soltanto una iperbole? Una espressione volutamente paradossale? O un tentativo, più o meno riuscito, di fare dell’ironia, cifra nelle corde del tecnico? Suvvia, ma anche se Garcia avesse viste poche partite del Napoli spallettiano vi pare che nelle more del suo arrivo in città non si sarebbe dedicato a vederne le riproduzioni in cassetta? Così sento spesso il ritornello che lui non allenava la difesa. Senza che nessuno di noi osservasse che la difesa del Napoli era oggettivamente più debole di quella dell’anno passato. Anzi sentendo ripetutamente preconizzare a Natan un futuro luminosissimo da grande centrale.

Con la media di Garcia saremmo in zona Champions

E non mi pare che l’avvento di Mazzarri, specialista della manovra difensiva, abbia fatto registrare chi sa quanti e quali progressi. La favoletta del mancato esercizio tattico fu tirata fuori anche a proposito di Benitez ed Ancellotti. Secondo me in modo strumentale per motivazioni a tutti ormai ben note.

Non c’è dubbio che Garcia preferisse un calcio più semplice, più elementare con meno spazio alla tattica. Che non fosse ossessionato dalle rigidità dei moduli. Ma anche Lippi in una recente intervista ha confessato una sua certa insofferenza verso moduli e schemi rigidi. E Lippi, almeno credo, non era una schiappa. Certo che il Napoli, ad esempio, contro il Real Madrid giocò una ottima partita e perse per una cappellata di Di Lorenzo ed un mix tra un gran colpo di Valverde e un’autorete di Meret. Adesso un po’ di numeretti. La media punti di Garcia in 16 partite è stata di 1,75. Ad oggi abbiamo: 2,64 l’Inter, 2,19 la Juve, 2,03 il Milan, 1,84 Bologna e Atalanta, 1,69 la Roma. Insomma oggi con la media punti di Garcia il Napoli avrebbe 45,5 punti e sarebbe in piena corsa per una posizione in Champions.

Per carità quest’ultima è solo aritmetica da scuole elementari. Sarebbe potuto andare meglio o peggio. Ma essa restituisce un dato incontrovertibile tra i tanti soggettivi ed opinabili sbandierati. Ed in me istilla almeno il dubbio di aver emesso un verdetto sommario. Certamente l’incertezza maggiore su Garcia è legata a quella che è apparsa una condizione atletica non felice ed agli svariati infortuni (anche se qualche grosso esperto mi ha detto di andarci cauto). Oltre che ad un rapporto molto poco empatico con i calciatori che non è di poco conto. Cose che però non gli hanno impedito di lasciare il Napoli al quarto posto in classifica. Insomma dubito quin…

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