Il presidente dell’Aia: «Siamo a lavoro per aumentare la professionalità dei varisti. Con il Var decide sempre un uomo e ogni decisione può essere opinabile»

Il presidente dell’Aia (Associazione italiana arbitri), Carlo Pacifici è intervenuto sulla polemica che sta infiammando la Serie A. Al centro della polemica la prestazione degli arbitri durante Inter-Verona. Ai microfoni de “La Politica nel Pallone” di Gr Parlamento, il presidente Pacifici ha dichiarato:
«Provvedimenti su Fabbri e Nasca dopo Inter-Verona? Ho letto le valutazioni più disparate, ma qui non c’è da ammazzare e mettere dietro la lavagna nessuno. C’è da analizzare in maniera razionale e lo faremo. Con il designatore Rocchi quest’anno si è iniziato un lavoro per aumentare la professionalità dei varisti. E’ un percorso lungo, arbitro e varista sono due attività con strade diverse. Anche se con il Var decide sempre un uomo e ogni decisione che viene presa da un uomo può essere opinabile. E’ soggettiva, e come avviene anche l’uomo a volte sbaglia».
Il presidente dell’Aia poi continua:
«Alla perfezione non ci arriveremo mai. Il calcio è fatto anche da questi aspetti contraddittori e di questa dialettica. Fa parte del fenomeno calcistico analizzare sotto angoli diversi una partita. Cerchiamo di sbagliare sempre meno e la tecnologia ci aiuta».
Tra le proposte per cambiare anche la percezione della difficoltà dell’arbitro, c’è anche quella di far intervenire gli arbitri nei post-partita:
«Far parlare l’arbitro in questo momento scatenerebbe ulteriori polemiche. Bisogna essere pronti, non vorrei che alla fine della partita anziché risolvere i problemi le polemiche vengano accentuate. Tuttavia mi piacerebbe aumentare sempre di più la comunicazione, farci riconoscere per quello che siamo. Ragazzi e ragazze che ogni domenica danno la possibilità di giocare circa 550 gare».
La conclusione di Pacifici:
«La priorità dell’Aia? Diminuire gli episodi della violenza che stanno aumentando. Diminuiscono quelli di violenza grave ma gli episodi continuano. Se facciamo un’analisi degli episodi di violenza, il 90% li hanno commessi i tesserati, e questo deve far riflettere, dobbiamo lavorare sulla cultura calcistica all’interno delle società. Un altro aspetto è legato al reclutamento, dobbiamo ancora recuperare il gap post pandemia, lo stiamo facendo in maniera forte recuperando il terreno perduto».