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Gigi Riva, il suo amore che sfidò i bigotti e la corrispondenza col bandito Graziano Mesina

Beccantini sul Fatto quotidiano. L’infanzia povera, il collegio, le suore, il pallone unica via di fuga dal disagio, dal dolore. Dalla rabbia.

Gigi Riva, il suo amore che sfidò i bigotti e la corrispondenza col bandito Graziano Mesina
Italian forward Luigi Riva jumps over Haitian defender Arsene Auguste as he heads the ball during the World Cup first round match between Italy and Haiti 15 June 1974 in Munich. Italy won 3-1. AFP PHOTO (Photo by STAFF / AFP)

Gigi Riva, il suo amore che sfidò i bigotti e la corrispondenza col bandito Graziano Mesina. Ne scrive Roberto Beccantini sul Fatto quotidiano.

L’amicizia con Fabrizio De André, una lunga parentesi di pudori e sigarette, una chitarra in cambio di una maglia. Gianna Tofanari, la donna sposata con cui si mise, e dalla quale ha avuto Nicola e Mauro, scatenando le intemerate dei bigotti d’epoca. La Sardegna dei luoghi comuni, in bilico perenne tra pastori e rapimenti. La corrispondenza con il bandito Graziano Mesina, sospesa fra sorrisi e misteri. Gigi imparò ad amare la terra nella quale non avrebbe mai voluto finire, e per questo trasformò l’asperità del paesaggio in una Betlemme capace di sostituire la Leggiuno amara e grigia di quel ramo del lago Maggiore. Dell’infanzia povera, del collegio, delle suore, del pallone unica via di fuga dal disagio, dal dolore. Dalla rabbia. Da Legnano a Cagliari: “E quelle luci laggiù, l’africa?”.

Gigi Riva: se dovevo togliere la gamba, me ne stavo a casa mia

Gigi Riva raccontato da Gigi Garanzini per La Stampa. Garanzini ha scritto l’autobiografia di Riva. Il cannoniere di tutti i tempi della Nazionale ha subito due gravi infortuni nella sua carriera.

È stato il più grande attaccante italiano di sempre. Lo racconta il suo score in maglia azzurra, i 35 gol in 42 partite. E quanti di più sarebbero stati se per due volte, nel ’67 col Portogallo e nel ’71 con l’Austria, non gli avessero spaccato una gamba. Non solo perché entrambe le volte ci vollero per mesi per guarire e rientrare: ma perché la gravità e la conseguenza delle lesioni gli accorciarono brutalmente una carriera chiusa alla soglia dei 31 anni.

Credete che invecchiando Gigi rimpiangesse un po’ più di cautela con quegli avversari di allora? In un calcio in cui lo slogan era palla contesa palla alla difesa e il Var era di là da venire anche e soprattutto in materia di brutalità verso gli attaccanti?

Anch’io ci ho provato nel corso dei nostri incontri. E con tutte le cautele del caso, ma sei sicuro Gigi che fosse il caso di rischiarla sempre la gamba con i macellai dell’epoca? Rispose duro, alzando la voce di un buon mezzo tono. Io sapevo giocare solo così: se il problema era togliere la gamba quando tirava una brutta aria, me ne stavo a casa mia. 

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