Si studia un Tour unico formato dagli Slam più altri grandi Masters 1000, solo per i migliori giocatori. Ogni anno chi è dentro ha lo stipendio assicurato

Il tennis verso una sorta di Superlega. I quattro Slam – già di per sé una piccola superlega sotto l’egida diretta della Itf, la Federazione Internazionale – stanno lavorando ad una partnership con alcuni dei più grandi tornei del circuito, per arrivare a formare una sorta di “tour premium”, una versione tennistica della Formula 1. “Potrebbe trattarsi – scrive The Athletic – della trasformazione più rivoluzionaria del gioco dagli anni ’90”.
The Athletic ha raccolto le testimonianze di cinque persone coinvolte nel processo. Wimbledon, Us Open, Roland Garros e Australian Open, insomma, vogliono attrarre altri eventi nella loro orbita, perché “il tennis nella sua forma attuale non funziona così bene come dovrebbe. C’è troppa confusione, e centinaia di milioni di dollari restano sul tavolo. Il suo calendario quasi infinito mette a dura prova i migliori giocatori, le cui carriere sono interrotte da infortuni e stanchezza mentale”.
I dirigenti degli Slam – scrive The Athletic – hanno rifiutato di commentare, ma hanno detto ai funzionari dei tour maschili e femminili che avevano bisogno di più tempo per finalizzare la loro proposta defintiva, che doveva arrivare già a Torino in occasione delle Atp Finals. L’obiettivo ora è avere un piano pronto da presentare a gennaio per gli Australian Open.
Gli Slam devono ancora firmare il prossimo accordo triennale con i tour che codifica il sistema di assegnazione dei punti in classifica. Insomma traccheggiano prima della rivoluzione. “I dirigenti coinvolti nelle discussioni le hanno descritte come fluide e ampiamente positive”.
Il piano per un tour premium che gli Slam stanno formulando è in linea, almeno teoricamente, con uno degli obiettivi principali di Andrea Gaudenzi, amministratore delegato dell’Atp Tour. Gaudenzi desidera da tempo colmare il divario in termini di prestigio e potenza finanziaria tra gli Slam e i più grandi eventi del circuito maschile e femminile, i Masters 1000 come Indian Wells, Miami, Madrid, Roma, Toronto/Montreal e Cincinnati.
Ma “non è chiaro quale ruolo avrebbero lui, il suo omologo della Wta Simon, o i tour stessi – continua l’articolo – Potrebbero essere lasciati a supervisionare una raccolta di tornei di piccole e medie dimensioni, i 500 e 250. In uno scenario del genere i giocatori classificati tra i primi 100 potrebbero guadagnare una ‘tour card’ valida per la stagione e uno specifico stipendio garantito, concentrandosi sul tour di alto livello, pur potendo partecipare se lo desiderano a eventi minori.
Anche i giocatori sarebbero d’accordo, in particolare la Professional Tennis Players Association, l’organizzazione di giocatori che Novak Djokovic ha contribuito a lanciare tre anni fa.
I dirigenti sportivi affermano che i ricavi probabilmente aumenterebbero se gli Slam e i tornei più importanti riuscissero a vendere i loro diritti televisivi e di sponsorizzazione in modo più collettivo, invece di ridurre il mercato competendo gli uni contro gli altri.
I cambiamenti richiederebbero probabilmente almeno un anno o due per iniziare e più tempo per avere pieno effetto mentre i dirigenti lavorano per sciogliere o rinegoziare accordi a lungo termine con media e sponsorizzazioni per capire come dividere i ricavi tra i tour di alto livello e gli altri tornei.