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Il Napoli è come quei tennisti che giocano bene ma soprattutto nei palleggi

L’1-1 con l’Union non sposta nulla in chiave Champions ma la squadra di Garcia fatica a vivere le partite. Imperdonabile il gol in contropiede da corner

Il Napoli è come quei tennisti che giocano bene ma soprattutto nei palleggi
Napoli's Cameroon midfielder #99 Andre Zambo Anguissa fights for the ball with Union Berlin's German midfielder #08 Rani Khedira during the UEFA Champions League 1st round day 4 Group C football match Napoli vs Union Berlin at the Diego Armando Maradona stadium in Naples on November 8, 2023. (Photo by Alberto PIZZOLI / AFP)

Il Napoli stavolta non ha battuto una squadra più debole. Ha pareggiato 1-1 con l’Unione Berlin che ha potuto festeggiare dopo dodici sconfitte consecutive. Non segnavano da cinque gare e stasera hanno segnato il gol dell’1-1 approfittando di un regalo del Napoli che si è fatto beccare in contropiede su calcio d’angolo per noi (soprattutto perché gli attaccanti dell’Union, Fofana e Becker, solo in campo aperto avrebbero potuto farci male). In chiave Champions non cambia niente. Gli ottavi sono dietro l’angolo. Non c’è da drammatizzare, però spazio per una riflessione c’è. O comunque ce lo prendiamo. Anche se leggerete soprattutto della maledizione del Maradona. Tema che non ci affascina.

Intanto diciamo che il Napoli ha giocato anche bene, soprattutto nella fase centrale del primo tempo. Con intensità, idee, si trovava a memoria, cambiava gioco, accelerava. Ha segnato due gol (uno è stato annullato) e ha colpito il palo con Natan. È stata una mezz’ora davvero gradevole e non è che si possa sminuire ogni prestazione ricordando la pochezza degli avversari. Non si può giocare sempre contro Real Madrid e Barcellona.

Qual è il problema del Napoli? È che è una squadra che ovviamente sa giocare bene a calcio, altrimenti non avrebbe vinto il campionato con sedici punti di vantaggio. Ma ha una vulnerabilità che a nostro avviso è la spia di una malessere che non può essere sottovalutato. Una cosa è mostrare gioco, con un tennista molto bravo nei palleggi o comunque lontano dai momenti chiave del match. Tutt’altra è la gestione e il vivere la partita, il momento agonistico. Gli allenatori riassumono questi concetti con la frase “saper leggere le partite”. Va bene, deve però includere anche saper vivere la partita. Le partite a un certo punto, per dirla alla Adriano Panatta, si impicciano. E lì comincia lo sport agonistico. Ossia quella sensazione di essere da soli nel deserto, con poche forze, e l’impossibilità di battere questa persona davanti a noi che poi sarebbe l’avversario. È il motivo per cui da queste parti diffidiamo in maniera viscerale dell’estetica applicata al calcio. Perché è un canone che c’entra con lo sport agonistico come i peperoni con la Sacher Torte.

Il Napoli va fortissimo in alcuni frangenti della partita. E va particolarmente bene contro avversari modesti perché ha un apparato difensivo (L’apparato umano è il libro di Jep Gambardella ne “La grande bellezza”) claudicante. È il motivo per cui bisogna solo sorridere di fronte a quei tifosi e o opinionisti che si lanciano in disamine entusiastiche dopo i successi su Lecce, Udinese, Verona, Salernitana. È ornamento. Non servono a niente.

In più questa sera il Napoli – dopo aver creato tanto, come al solito – ha commesso un errore che da Garcia non ci attenderemmo. Ha subito gol in contropiede due contro uno su calcio d’angolo a nostro favore mentre eravamo in vantaggio. Non arriviamo a dire nemmeno Postecoglou. Ma da Postecoglou ce l’aspetteremmo. Da Garcia no. Abbiamo subito un gol da polli. Che non compromette in alcun modo la corsa per gli ottavi di Champions però è un piccolo colpo all’autostima della squadra. Autostima che a nostro avviso non si può costruire con elogi untuosi e mascherando i problemi.

De Laurentiis imprecherà sia per i soldi per la vittoria non incassati sia perché il Milan ieri sera ha vinto e ha guadagnato qualche punto nell’ottica Mondiale per club.

Concludendo – modello Grappa Bocchino sigillo nero -, temiamo che il Napoli questo bug se lo porterà dietro tutta la stagione. Entrerà e uscirà dalle partite. E non sappiamo nemmeno se l’unico responsabile possa essere Garcia. L’anno scorso riusciva tutto. Quest’anno no.

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