il Napoli recupera spessore e continuità intorno al calciatore del Camerun. Ma marca a distanza, quasi via radio, e Bellingham segna

Anguissa è il migliore, è giusto che sia lui a segnare. Lo scrive Antonio Corbo sull’edizione napoletana di Repubblica nel commento alla partita di Madrid vinta dal Real per 4-2.
Il gol del Cholito, che porta la squadra di Mazzarri in vantaggio, è
una frustata che riporta subito il Real Madrid alla parità con uno show del giovane brasiliano Rodrygo ed prepara il raddoppio di Bellingham. Il solito Bellingham.
Un gol che riapre la discussione sulla tenuta del Napoli in difesa, marca a distanza, quasi via radio, se lo concede anche Natan, guarda la palla senza incollarsi al micidiale fantasista inglese, i madrileni intonano subito il motivo dei Beatles a “Hey Jude” che fa sognare anche loro.
Il gioco evolve al centro, dove finalmente il Napoli recupera spessore e continuità intorno ad Anguissa, il motore che eleva i ritmo sostenendo un gioco di crescente personalità. Anguissa è il migliore dei suoi ed è giusto che sia lui a segnare il secondo gol ed a coltivare una illusione, purtroppo solo una illusione. Il Napoli sembra entusiasta di ritrovare Osimhen che riappare mascherato e temibile, al contrario di un Kvara intimidito forse dalle suggestioni del Bernabeu.
NATAN NON È KIM (BARBANO)
Natan, la responsabilità è di chi ha pensato che potesse sostituire Kim. Lo scrive Alessandro Barbano condirettore del Corriere dello Sport.
Ecco cosa scrive in particolare di Natan dopo la sconfitta del Napoli a Madrid per 4-2.
I primi due gol del Real sono un regalo dei centrali di Mazzarri, ma soprattutto di Natan: che sul primo rinuncia a raddoppiare la marcatura di Rrahmani per impedire il tiro di Rodrygo, limitandosi ad abbozzare un impacciato scudo del corpo a una distanza eccessiva; e che sul secondo perde letteralmente contatto con Bellingham, che gli sguscia da dietro e in una frazione di secondo colpisce in beata solitudine al centro dell’area di rigore. Ma ci sono almeno altre due occasioni in cui il brasiliano liscia il pallone o fallisce la copertura, mostrando un ritardo nei riflessi e una non acquisita esperienza al piazzamento e alla lettura del gioco. Non è colpa di Natan, che è un giovane di qualità ma che certamente avrebbe bisogno di un rodaggio diverso e meno impegnativo. È responsabilità invece di chi ha pensato che il giovane centrale del Bragantino potesse sostituire Kim in una stagione progettata, nelle intenzioni, per esportare il primato di Spalletti in Europa.