A Repubblica ricorda la gara di St.Moritz in cui è scesa il giorno dopo l’operazione: «Tenevo il bastoncino con due dita di una mano gonfia, ho modificato la postura danneggiando le gare di gennaio»

Una Sofia Goggia molto sicura e determinata di presenta a Repubblica per parlare di sé e della Coppa de mondo di sci che parte a fine ottobre.
Parte subito forte e, dopo aver ricordato che ha tappato al Mondiale, sottolinea le difficoltà che ha dovuto affrontare nella discesa di St. Moritz in cui ha gareggiato subito dopo essere stata operata
«Tutti sottovalutano le difficoltà che ho avuto, senza mai mostrarle. Ho vinto il giorno dopo essere stata operata, una persona normale non ricorderebbe nemmeno come si chiama. Tenevo il bastoncino con due dita di una mano gonfia, ho modificato la postura danneggiando le gare di gennaio. Ma se ti presenti al cancellato non hai scuse»
Impossibile secondo lei aggiudicarsi la Coppa del Mondo con la Mikaela Shiffrin a certi livelli, ma ora la Goggia ha un solo obiettivo: «voglio aver continuità per vincere la coppa di superG e diventare una velocista completa. Vivo per la gara che non ho ancora vinto»
C’è anche una Sofia Goggia piccola però, quasi più indifesa di quanto si possa immaginare che viene fuori dall’intervista a Repubblica
«In questi anni ho corso così tanto che mi sento quasi in colpa. Ho trascurato i miei, ho scelto un preparatore atletico a Verona dove ho una casa, torno a Bergamo pochissimo, e quando lo faccio sono sempre incasinata. La mia vita mi ha reso indipendente, quasi distaccata. Ma alla fine la famiglia è la tua forza, sono le uniche persone che ti vogliono bene, indipendentemente da quello che fai»
Sembra forte, libera e indipendente, ma non è tutto come appare
«Sembro molto più libera di quanto sia in realtà. Dentro di me c’è qualcosa che mi incatena, emotivamente. Schemi di crescita, non sono libera come vorrei. Darsi il permesso di fare alcune cose non è così facile, ma ci sto lavorando»