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Non siamo al Mondiale perché se il coach sgrida nostro figlio, chiamiamo Le Iene

Panatta aveva un’istruttrice che ha bonariamente definito “un generale della Gestapo”. Alle Olimpiadi non arriveremo mai con allenamenti blandi e gli Oreo nello zainetto

Non siamo al Mondiale perché se il coach sgrida nostro figlio, chiamiamo Le Iene
Mg Londra (Inghilterra) 01/06/2022 - Finalissima 2022 / Italia-Argentina / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Roberto Mancini-Gabriele Gravina

Non siamo al Mondiale perché non guardiamo più al futuro.

Non siamo al Mondiale perché pensiamo che Paola Egonu sia straniera.

Non siamo al Mondiale perché Faustino Desalu non è italiano fino a quando non fa 18 anni.

Siamo rimasti a casa perché vogliamo credere a ciò che ci fa più paura.

Siamo rimasti a casa perché preferiamo essere amici dei nostri figli e non educarli.

Non siamo al Mondiale perché le mamme decidono se c’è allenamento se piove.

Non siamo al Mondiale perché i nostri figli non giocano più sotto la pioggia.

Non andiamo al Mondiale perché sotterriamo quelli scarsi sotto un terreno di scuse.

Non andiamo al Mondiale perché, da genitori, diciamo ai nostri figli come giocare. Il nostro tempo è passato, adesso tocca a loro.

Non andiamo al Mondiale, perché la Figc è fatta di mediocri.

Non andiamo al Mondiale perché ci teniamo stretto chi dice Opti Pobbà.

Siamo rimasti a casa perché siamo adolescenti invecchiati male e non genitori.

Siete rimasti a casa perché preferite Zerocalcare a Cormac McCarty.

Perché ad un allenamento duro, preferiamo proteggere i nostri figli da un allenatore duro. Alle Olimpiadi non arriveremo mai con allenamenti blandi e gli Oreo nello zainetto.

Perché evitiamo che la vita sia una selezione naturale.

Perché Adriano Panatta aveva un’istruttrice che ha bonariamente definito “un generale della Gestapo”. Con due sgridate del coach sul rampollo, i genitori oggi chiamano le IENE.

Siamo rimasti a casa perché ad un allenatore duro, preferiamo un allenatore che dica “bravo!”.

Siamo rimasti a casa perché per Michael Jordan i limiti come le paure sono un’illusione.

Siamo rimasti a casa perché allo stimolo violento non reagiamo, ci nascondiamo.

Siamo rimasti a casa perché se nostro figlio viene bocciato a scuola, chiamiamo l’avvocato per il ricorso al Tar.

Siamo rimasti a casa e non andiamo al mondiale perché con uno smartphone pensiamo di poterci sostituire a chiunque abbia effettiva competenza in qualsiasi settore.

Non andiamo al Mondiale perché Jorginho ha sbagliato due rigori.

Siamo rimasti a casa perché abbiamo paura di sognare.

Siamo rimasti a casa perché abbiamo paura di osare.

Non andiamo al Mondiale perché abbiamo sempre pensato che bastasse essere l’Italia per poterci andare, ma abbiamo visto che non basta più.

Forse andremo al prossimo Mondiale perché un campionato più povero ha più fame.

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