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Insigne avrà lo stipendio più alto della storia Mls (pure di Ibra) ma rischia di essere il Savoldi del Toronto

The Athletic scrive che il suo stipendio è più alto del tetto ingaggi di tante squadre. Ma critica le regole della Mls che impediscono una crescita complessiva del campionato

Insigne avrà lo stipendio più alto della storia Mls (pure di Ibra) ma rischia di essere il Savoldi del Toronto

Da mister due miliardi a mister sessanta milioni di dollari. Insigne rischia di essere per Toronto quel che negli anni Settanta fu Beppe Savoldi per il Napoli di Ferlaino. Prima di imbattersi nell’operazione Maradona, Ferlaino le sue squadre le costruiva così: il grande nome per gli abbonamenti e attorno poco o nulla. Fu uno dei motivi che spinse Paolo Rossi a rifiutare il trasferimento.

The Athletic dedica all’operazione un lungo articolo. In cui sottolinea l’impatto mediatico della notizia. Il peso che potrebbe avere l’arrivo di Insigne sia per Toronto sia per l’intera lega MLS.

Ricorda che il suo contratto – 60 milioni di dollari, 15 a stagione – è il più ricco di tutti i tempi. Nemmeno Ibrahimovic guadagnava tanto. Guadagnava la metà, scrive The Athletic. Addirittura il solo stipendio di Lorenzo sarà più caro dell’intero monte stipendi di tutte le squadre del campionato tranne cinque: Los Angeles Galaxy, Atlanta, Miami, Los Angeles Football Club e New York City Football Club

Ma i soldi non fanno la felicità. The Athletic ricorda che il Toronto è arrivato penultimo nello scorso campionato. Ha licenziato l’allenatore Chris Armas dopo appena 11 partite, è stato protagonista di un rapporto conflittuale con l’attaccante Jozy Altidore (lì da sei stagioni). Insigne e Bradley (il nuovo tecnico), secondo The Athletic non potranno bastare. Tant’è vero che le squadre che hanno spesso di più, come Toronto, Los Angeles Galaxy, Miami e Los Angeles Football Club hanno perso tutti i playoff mentre sono andate benissimo società gestite con parsimonia e oculatezza come Colorado e Philadelphia.

Il giornale si sofferma sul metodo di costruzione dei roster nel campionato americano.

“Il suo stipendio gigantesco solleva seri interrogativi sul modo in cui la MLS consente alle sue squadre di costruire le rose”.

Il giornale (appena rilevato dal New York Times) spiega come funziona il pacchetto di pesi e contrappesi economici che regola l’equilibrio nella lega nordamericana. A ogni squadra vengono assegnati tre posti a giocatori per i quali i club possono spendere quello che vogliono. Hanno inoltre a disposizione fino a tre slot per giocatori Under 22, per i quali non è previsto un tetto ai costi di acquisizione, ma il loro stipendio, nella maggior parte dei casi, non può superare un budget massimo di circa 200.000 dollari. Per il resto le società possono spendere fino a circa 8 milioni di euro l’anno in stipendi e costi di acquisizione spalmandoli sul resto del roster. Almeno, questa è la cifra per il 2022.

Questo sistema ha lo scopo di garantire che tutti i club abbiano la possibilità di competere indipendentemente da quanto spendono. Una filosofia in stile NBA, volendo forzare il concetto.

Secondo The Athletic però questo sistema porta anche a delle inefficienze: “Visto quanto spendono, le squadre MLS dovrebbero avere un livello di gioco generale migliore. Ma il modello MLS lo impedisce”. Perché, riassumendo, la spesa è ancora troppo spostata su pochi grossi nomi (il modello Savoldi), mentre viene penalizzato lo sviluppo del resto della squadra. La MLS “potrebbe eliminare o modificare alcune delle sue attuali regole e istituire un limite minimo e un tetto di spesa ragionevoli all’interno dell’attuale gamma di spesa”. “Modificare l’approccio in questo modo creerebbe probabilmente un po’ di divario tra chi spende più e chi spende meno, ma porterebbe i team a spendere di più per i giocatori ‘minori’, cosa che teoricamente consentirebbe di aumentare la qualità complessiva”.

 

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