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Pezzella: «Il calcio riprenderà quando sarà garantita la salute di tutti, calciatori e non»

Il capitano viola, positivo al Covid-19, al Corriere Fiorentino: «Il taglio degli ingaggi è un tema delicato. Credo che la decisione debba essere collettiva»

Pezzella: «Il calcio riprenderà quando sarà garantita la salute di tutti, calciatori e non»

Il Corriere Fiorentino intervista il capitano della Fiorentina, German Pezzella. Anche lui è tra i calciatori di Serie A risultati positivi al Covid-19.

«Adesso sto bene, per fortuna ho avuto soltanto qualche sintomo e niente di particolarmente serio. All’inizio avevo soltanto un po’ di febbre e tosse ma visto che in squadra era già emerso qualche caso ho immaginato subito che potesse essere il coronavirus».

Non nasconde di avere avuto paura, anche se aveva ricevuto tutte le informazioni necessarie dallo staff sanitario viola. E comunque, quando ha scoperto di essere positivo, era già capitato a Vlahovic, perciò era già in quarantena precauzionale.

Pezzella parla anche dei giorni convulsi vissuti dal calcio, quando si doveva decidere se continuare a giocare oppure no.

«Nel calcio ci sono tantissimi interessi, capisco che sia difficile mettersi d’accordo su tutto, ma oggi la salute di tutti è la cosa più importante. Tutte le decisioni che saranno prese, dovranno essere prese in quest’ottica».

Non c’è stata sottovalutazione del problema, secondo lui.

«Credo più semplicemente che, essendo qualcosa di completamente nuovo, inizialmente nessuno sapeva come affrontarlo. Quando poi la situazione si è fatta più chiara, nella sua drammaticità, il governo ha preso delle decisioni a mio avviso giuste e che spero possano dare risultati al più presto».

Adesso spetterà al governo e alle istituzioni calcistiche decidere quando riprendere. Ma con una certezza, dice.

«L’unica certezza è che quando si riprenderà dovrà essere garantita la salute di tutti. Calciatori e non».

Stesso discorso per gli allenamenti.

«Torneremo ad allenarci quando ci diranno che non ci sono rischi. Per nessuno».

Sul taglio degli ingaggi.

«E’ un tema delicato. Credo che la decisione debba essere collettiva».

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