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Città piena di spazzatura, ora de Magistris se la prende coi turisti: “Si rilassano e sporcano”

Appena un mese fa il sindaco rivendicava di “aver evitato la crisi”. Ora la crisi c’è: “L’Asia ha dipendenti con un’età media di 60 anni. Come si fa? Serve il contributo di tutti”

Città piena di spazzatura, ora de Magistris se la prende coi turisti: “Si rilassano e sporcano”
Da LiberoPensiero, un'immagine riferita all'emergenza rifiuti di Afragola

“Ci volevate morti, ma siamo più vivi che mai. Perché amiamo la nostra terra e perché o’ napulitan “se fa sicc’ ma nun mor!”.

Luigi de Magistris lo scriveva sui social nemmeno un mese fa, rivendicando di aver “affrontato la più grave crisi degli ultimi dieci anni: la chiusura per 35 giorni dell’inceneritore di Acerra. Abbiamo salvato Napoli e l’intera area metropolitana da una situazione gravissima che avrebbe messo in ginocchio l’economia del territorio e distrutto l’immagine che ci siamo rifatti in questi anni di durissimo lavoro. Ma di questo pochi parlano”.

Oggi che Napoli è di nuovo invasa dai rifiuti, riprende la parola a margine della Cop21 per il Mediterraneo che si svolge al Castel dell’Ovo e se la “prende” col turismo: “Per risolvere la crisi del sistema rifiuti, che sta causando l’accumularsi di pattume nelle strade di Napoli ci vuole la collaborazione di tutti. Napoli è invasa pacificamente da viaggiatori che si rilassano e consumano. Arriviamo ogni giorni a 2 o 3 milioni di persone in città e i cestini sono stracolmi ogni mezz’ora. L’Asia ha dipendenti con un’età media di 60 anni. Come si fa? Serve il contributo di tutti: chi ha un esercizio commerciale ha il dovere di tenere pulito davanti al proprio negozio, lo stesso vale per chi ha un ristorante”.

Stessa linea per l’assessore all’Ambiente Raffaele Del Giudice, per il qualein città nell’ultimo anno sono stati aperti 8mila nuovi bed&breakfast e fortunatamente la città è invasa dai turisti. In totale produciamo quasi 300 tonnellate di rifiuti in più e ci devono permettere di sversarli in tempi ragionevoli”.

Eppure appena il 4 novembre il sindaco ci teneva pubblicamente a “ricordare che mentre altri, anche all’interno delle istituzioni, davano per certa un ritorno all’emergenza rifiuti di dieci anni fa, mentre la politica e la comunicazione d’accatto davano per scontato che avremmo avuto i rifiuti al primo piano dei palazzi, mentre altri scommettevano sulla pelle della città e dei napoletani, per trarne un loro beneficio da cortile, mentre gli avvoltoi non vedevano l’ora di saziarsi sui rifiuti, noi, tante donne e tanti uomini delle istituzioni pubbliche del territorio”, il Comune aveva evitato la crisi.

Ora la crisi c’è, di nuovo, e qualcosa evidentemente non torna. Non è bastata la nomina del nuovo cda di Asia Napoli, e di Maria De Marco nuovo presidente dell’azienda integrata. E per ora resta sulla carta il Piano Strategico “nel campo della tutela e valorizzazione ambientale e del contrasto al dissesto idrogeologico” da 100 milioni di euro che dovrebbe “cambiare li volto verde della Città metropolitana”. Ora il problema sono i turisti che “si rilassano e sporcano”.

 

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