Il Napoli più forte del suo autolesionismo: 4-2 all’Udinese

La squadra e Ancelotti si riprendono dall’amnesia del primo tempo (che include anche la mancata sostituzione di Ospina). Da festeggiare i gol di Younes e Mertens

Il Napoli più forte del suo autolesionismo: 4-2 all’Udinese
Hermann / KontroLab

Amnesia di mezz’ora

Il Napoli è più forte del suo autolesionismo. Ora bisogna resistere e rifiutare con fermezza l’etichetta di squadra pazza. Che non si addice alla formazione di Ancelotti che è invece nel corso della stagione si è mostrata solida e tosta ma stasera ha offerto mezz’ora minuti di buio: un’amnesia tra il 2-0 e il 2-2, fino ai primi minuti del secondo tempo, in cui l’Udinese di Nicola è parso il Real Madrid (non di quest’anno). Il Napoli ha subito due gol in casa per la seconda partita consecutiva (dopo la Juventus) ed è parsa senza equilibrio dopo invece aver mostrato per mesi una evidente solidità difensiva.

Tutto bene quel che finisce bene: Napoli-Udinese è finita 4-2. Primo gol di Younes, il solito timbro di Milik (a quota 15 in campionato) e il ritorno di Dries Mertens che segna uno splendido 4-2 con un sinistro sul secondo palo. Mertens è stato protagonista con due assist e la rete. Eravamo stati facili profeti dopo Salisburgo dove, al di là del gol segnato, era parso nuovamente il calciatore che conoscevamo.

La mancata sostituzione di Ospina

Ma la squadra di Ancelotti ce l’ha messa tutta per complicarsi la vita. E stavolta dobbiamo scrivere che anche l’allenatore ha le sue responsabilità. Definiamo incomprensibile, sia per ragioni calcistiche ma soprattutto per ragioni cliniche, la scelta di tenere in campo Ospina nel primo tempo dopo un colpo subito alla testa. Scelta non sua, ma comunque da lui avallata. Certo rientra nella condivisibile visione di Ancelotti: ciascuno ha le proprie responsabilità e ci si fida dei responsabili di ciascun settore. In conferenza stampa l’allenatore ha detto che si sono fidati della decisione del medico De Nicola e che le condizioni di Ospina sono peggiorate nel corso della partita. Un errore importante che merita una approfondita riflessione.

Il colombiano ha continuato a giocare con una evidente fasciatura. Ha subito due gol su cui non è parso prontissimo e poi nel finale di tempo si è addirittura accasciato. Momenti di grande paura. In ospedale gli hanno diagnosticato un trauma cranico. Ospina ha quindi giocato con un trauma cranico. Una leggerezza francamente imperdonabile. La sostituzione si è resa inevitabile. Meret tra i pali.

Il ritorno di Younes e di Mertens

Napoli-Udinese è stata una partita strana. Con troppe distrazioni. Ancelotti ha preferito Younes a Verdi e Ounas. E sembrava essere la giornata del tedesco di origini libanesi. Un calciatore di talento che il Napoli ha acquistato dall’Ajax. Tra nonni e rotture del tendine d’Achille, non si era praticamente mai visto. Oggi si è messo in mostra e non solo per il gol con un tocco delizioso di destro sul secondo palo. Su assist di Mertens. Ha mostrato tecnica, visione di gioco. Ovviamente è uscito dopo 55 minuti. È un calciatore su cui Ancelotti e il suo staff fanno molto affidamento. Un calciatore di esperienza internazionale che ha giocato con, Borussia Moenchengladback,  Kaiserslautern, Ajax e ha anche cinque presenze con la Nazionale tedesca.

Dopo 17 minuti il Napoli è avanti 1-0 e dopo 26 è 2-0 con raddoppio di Callejon ancora su assist di Mertens. Vale la pena soffermarsi sul secondo gol che è il marchio di fabbrica della squadra di Ancelotti: una rete modello “unisci i punti”, quattro passaggi in verticale e si va in porta: Koulibaly Younes Mertens, cross per Callejon e rete, seppure con un tiro sporco.

Poi qualcuno ha spento la luce. Fofana, Pussetto, Lasagna sembravano imprendibili. Il Napoli è parso in evidente difficoltà, anche a centrocampo, e i friulani entravano in porta con facilità disarmante. Due a due e la paura è stata tanta.

Nella ripresa, il Napoli ha cambiato qualcosa dietro. Ancelotti ha ripreso il bandolo della matassa. Non è stato più come nel primo tempo, con Younes e Callejon che si accentravano per lasciare spazio a Malcuit e Ghoulam. Il francese nella ripresa è rimasto dietro. Il Napoli è tornato il Napoli. Soprattutto, ha mostrato un’apprezzabile solidità mentale. Non è facile vincere partite che si mettono – anche per tua responsabilità – sul binario sbagliato. E invece il Napoli ha segnato prima con Milik (quindicesimo gol per lui in campionato), poi ha festeggiato il ritorno al gol di Mertens. Sarebbero potuti essere addirittura cinque se Zielinski non fosse stato fermato in fuorigioco (di pochissimo ma c’era). Il polacco è stato ammonito e salterà Roma-Napoli. Nella ripresa sono cresciuti sia lui Allan e l’Udinese ha trovato argini che nel primo tempo le erano stati negati.

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