La mail inviata ad Autostrade la notte del crollo dalla manager Cesi? «Un’iniziativa autonoma»

Lo dichiara il superiore della Murano autrice della mail. Entrambi hanno poi interrotto il rapporto lavorativo con l’istituto. La Nazionale Italiana omaggia le vittime del ponte

La mail inviata ad Autostrade la notte del crollo dalla manager Cesi? «Un’iniziativa autonoma»

Soltanto una mail inviata in un momento un po’ particolare, che non ha grande importanza. Ha liquidato così la questione Domenico Andreis, dirigente dell’istituto di consulenza Cesi-Ismes, ascoltato ieri dai pm. Lo scrive Il Secolo XIX.

“Un’iniziativa autonoma in un momento un po’ così”

Ricapitoliamo in breve l’oggetto del contendere.

L’istituto Cesi-Ismes fu incaricato, nel 2016, da Autostrade, di effettuare una valutazione delle condizioni del Ponte Morandi. Il report che ne venne fuori evidenziò delle anomalie degli stralli e suggerì l’installazione di sensori sul Ponte.

La notte del crollo del Morandi, intorno a mezzanotte, il manager di Autostrade Enrico Valeri, non riuscendo a trovare quel report, contattò Chiara Murano, responsabile commerciale dei rapporti con la concessionaria per Ismes. Lei gli inviò il report, ma lo accompagnò con una strana mail in cui, di fatto, esonerava totalmente Autostrade da qualsiasi responsabilità per il crollo, addebitandolo ad un difetto di costruzione.

La mail aveva in conoscenza anche Domenico Andreis, dirigente dell’Ismes-Cesi e superiore della Murano. Ascoltato ieri dai pm, Andreis definisce quella mail come “un’iniziativa autonoma” della sua sottoposta “in un momento un po’ così” e aggiunge che non si è mai visto “che una mail sostituisca uno studio di oltre cento pagine, re-inviato senza omissioni. Ritengo insomma impossibile che una nota d’accompagnamento di mezza pagina emendi i contenuti d’un rapporto molto più strutturato”.

Perché allora la Murano spedì quella precisazione? “Era un momento un po’ così, preferirei non aggiungere altro sulla collega. Ci tengo tuttavia a ribadire che Ismes-Cesi era e resta seria e non poteva esserci alcuna forma di malafede”.

Intanto, Chiara Murano, la cui versione non aveva troppo convinto gli investigatori, era già stata sospesa e Ismes-Cesi ha preferito risolvere il rapporto con lei. Anche Andreis lascerà il gruppo: “Sono accadute cose particolari”, dice.

L’omaggio della Nazionale Italiana

La Nazionale Italiana ha reso omaggio, ieri, alle 43 vittime della tragedia del ponte Morandi. Stasera l’Italia e l’Ucraina giocano nel nome e nel ricordo delle vittime del ponte e verrà osservato un minuto di silenzio in loro ricordo.

La conta dei danni e il dubbio de Il Fatto Quotidiano

Arriva la conta dei danni per duemila imprese liguri, in gran parte genovesi, in seguito al crollo del viadotto: un totale di 400 milioni di euro.

È il dato che emerge dalle domande di rimborso presentate finora e dettagliate ieri nella seconda giornata di audizioni alla Camera sul decreto per Genova dal presidente di Confindustria.

Aziende, imprese artigiane e negozi, hanno segnalato danni a bei immobili, fabbricati, impianti fissi, macchinari, attrezzature, arredi, e anche le spese sostenute per consulenze e perizie e quelle per l’interruzione dell’attività, scrive Il Secolo XIX.

Il Fatto Quotidiano dedica un ampio articolo alla stima dei danni, titolato “I poteri genovesi all’assalto della diligenza”.

Il succo dell’articolo, per il quale vi rimandiamo alla carta stampata, è essenzialmente che, con la scusa del ponte, i potenti di Genova battano cassa per sé.

Il quotidiano scrive che si tratta in realtà di danni presunti, “non quantificati da fonte istituzionale” e che dunque è difficile stabilire se le misure previste dal decreto siano sufficienti o meno.

L’unico numero ufficiale sarebbe il calo del 20% delle tasse portuali raccolte dal momento del crollo fino al 30 settembre dall’Autorità Portuale: “Due settimane fa la stima era -35%”.

I dati sui volumi di agosto, scrive Il Fatto, sono invece stati pubblicati “in sordina” pochi giorni fa: “Il – 15% generale può impressionare ma per gli effetti di medio periodo occorrono approfondimenti. I passeggeri innanzitutto sono aumentati, mentre rispetto alle merci, sembra che i danni maggiori siano da imputare all’interruzione della linea ferroviaria”, problema risolto da qualche settimana con l’apertura di nuove strade.

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