Il ritorno di Maksimovic fin qui oggetto misterioso del Napoli

Dopo il prestito per giocare di più, un buon esordio da titolare per Maksimovic. Il Napoli ha riscoperto un suo calciatore, un segnale rispetto al passato.

Il ritorno di Maksimovic fin qui oggetto misterioso del Napoli

Esordio stagionale

Abbiamo già scritto questa mattina di come Ancelotti abbia cambiato gestione e percezione della rosa del Napoli. Il nuovo uomo-simbolo di questa politica è Nikola Maksimovic. È un discorso di differenze rispetto allo scorso anno: il difensore serbo, a gennaio, decise di lasciare Napoli pur di giocare, e accettò il prestito allo Spartak Mosca. Non è stato comunque convocato per i Mondiali, ma intanto ieri è stato il sedicesimo calciatore a iniziare da titolare una partita in questa stagione. Prima di lui, era toccato agli undici titolari di Lazio-Napoli, poi ad Ospina, Verdi e Diawara tra Napoli-Milan e la trasferta a Genova. Insieme al serbo, anche Dries Mertens all’esordio dal primo minuto contro la Fiorentina.

Maksimovic è un simbolo, dicevamo, intanto perché si è fatto ambasciatore e portavoce del gruppo rispetto al cambiamento. Ieri sera, intervistato da Sky dopo il match contro la Fiorentina, ha spiegato chiaramente che «quest’anno la situazione è diversa, per quanto riguarda il turn over. Tutti hanno una possibilità». Sarebbe stata la stessa cosa con lo sfortunato Chiriches, i concetti sarebbero rimasti gli stessi. Se l’ex Toro ha giocato una sola partita da titolare nello scorso anno, il rumeno non ha superato le sette apparizioni dal primo minuto in Serie A.

Nessun patema

Al di là dei significati politici, anche il riscontro tecnico dell’utilizzo di Maksimovic è stato assolutamente positivo. Il Napoli non ha praticamente concesso nulla alla Fiorentina, due sole azioni realmente pericolose: frutto di una palla persa di Allan e di una grande azione personale di Chiesa. Per il resto, difesa precisa nel pressing e nelle spaziature, attenta ad accorciare gli spazi sui movimenti di Simeone e anche rude, in alcuni casi, sul centravanti argentino e su Benassi il suo riferimento più immediato.

Maksimovic ha interpretato perfettamente il ruolo di compagno-di-Koulibaly. Il francosenegalese è in fase di crescita, sta recuperando la sua miglior condizione, e allora sta facendo (ri)vedere le sue incredibili doti atletiche e nell’uno contro uno, un atteggiamento aggressivo che permette al Napoli di difendere alto, di rischiare molto e di recuperare immediatamente la profondità sugli attacchi avversari. Maksimovic non ha il passo del compagno di reparto, ha attaccato di meno la palla, ma è riuscito a seguire i movimenti avanzati della linea ed è parso concentrato nelle occasioni in cui è stato sollecitato dagli avversari. Sotto, la heatmap del difensore serbo è eloquente. C’è anche il numero dei palloni giocati, 62, sesta quota nella squadra di Ancelotti. Buona anche la statistica della precisione (87%), sintomo che il calciatore è stato coinvolto in maniera non casuale nella fase di prima costruzione.

Un altro calciatore

Siamo solo all’esordio. Ma di certo non è azzardato scrivere che il Napoli può aver recuperato un calciatore. La sfortuna di Chiriches ha cambiato la posizione di Maksimovic nelle gerarchie, ora il serbo è il terzo centrale e sarà chiamato in causa per primo quando ci sarà bisogno di ruotare al centro della difesa. Accanto a lui, anche Luperto potrà avere – avrà – le sue chance.

È una politica nuova, Ancelotti sta provando a inserire nuovi calciatori in un modello difensivo che non cambia. Anzi, che in alcuni frangenti è parso addirittura più aggressivo rispetto a quello attuato da Sarri nell’ultimo triennio – ne abbiamo scritto qui, nell’analisi tattica. Probabilmente i meccanismi sono e saranno meno perfetti e sincronizzati, ma un Maksimovic in forma e concentrato, come quello di ieri, è perfettamente aderente al Napoli. Al suo gioco, al suo modo di difendere e di stare in campo. La sfida di allargamento di Ancelotti ha coinvolto tutti, è arrivato il momento di Maksimovic. È un segnale di diversità, che vale per il futuro del serbo come di tutti gli altri calciatori dell’organico. Le gerarchie e lo status di titolari sono concetti molto più elastici rispetto al passato. Era una delle prerogative del nuovo corso tecnico, e tutto sta andando proprio in questa direzione.

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