Ad Ancelotti sono bastate quattro giornate per dimostrare che la rosa del Napoli non è corta

Addio titolarissimi. Sono già sedici i calciatori che hanno giocato dal primo minuto. In totale ne sono stati impiegati diciannove. Appena tre hanno giocato tutti i minuti

Ad Ancelotti sono bastate quattro giornate per dimostrare che la rosa del Napoli non è corta

Andamento Ancelotti

«Sono qui per fare bene con il Napoli, per provare a vincere, non per far ruotare la rosa». Carlo Ancelotti ha detto più o meno così l’altro giorno in conferenza stampa. Ma ha anche detto: «Non voglio ammazzare di partite undici calciatori e demotivare gli altri». Senza dimenticare le frasi di ieri sera: «Il Napoli ha un livello qualitativo alto, io cerco di ruotare ma non è facile, perché in tanti stanno fuori. Fabian Ruiz non ha ancora esordito, Rog è un centrocampista straordinario. Fare la formazione è abbastanza complicato»

Qualcuno già sghignazzava dopo le prime due partite di campionato in cui Ancelotti ha riproposto la medesima formazione (ad eccezione del portiere). Perché – è inutile negarlo – la principale delle questioni che è sul tavolo di quest’anno è quella relativa alla profondità e al valore della rosa del Napoli.

Fino a qualche mese fa, il Napoli aveva la rosa corta. Non era opinione comune, era legge. Sarri faceva giocare soprattutto dodici giocatori (tredici con il recupero di Milik) perché gli altri non erano all’altezza. È stato il leit-motiv della scorsa stagione, e anche di questi mesi. È il motivo per cui durante il calciomercato Napoli si è lasciata andare a stati di allucinazione collettiva. Il refrain era: “il Napoli dello scorso anno è stato un miracolo dovuto alla gestione di Sarri, ma la squadra nel suo complesso è di valore medio, per non dire altro”.

A Napoli in questi mesi è circolato di tutto, e ancora continua a circolare. Ancelotti, l’allenatore italiano contemporaneo che ha vinto più di tutti, l’uomo che detiene il record di Champions vinte in panchina, trattato come se fosse un novellino che arriva dopo lo scienziato del calcio. Ancelotti lo ha capito; poiché è davvero un grande, fa finta di niente. Mentre giornaloni e buona parte della tifoseria mugugnano e puntano il dito, lui ha vinto tre partite su quattro col calendario più difficile: il Napoli ha battuto Lazio, Milan e Fiorentina. E ha perso con la Sampdoria.

Quattro formazioni diverse in quattro giornate

Intanto in quattro giornate di campionato, senza ancora gli impegni infrasettimanali, ha schierato quattro diverse formazioni in quattro partite (in una, Napoli-Milan, cambiava soltanto il portiere). In sole quattro giornate, i calciatori che sono partiti dal primo minuto sono stati sedici. Facciamo prima a dire chi manca: Meret (infortunato), Chiriches (infortunato), Malcuit, Luperto, Rog, Fabian Ruiz, Ounas. Di questi, ne sono stati impiegati tre: Luperto, Rog e Ounas. Quindi in quattro giornate, Ancelotti ha impiegato diciannove calciatori.

Solo tre calciatori hanno giocato tutti i minuti

Dei titolarissimi dello scorso anno, sono già partiti dalla panchina: Albiol, Hamsik, Mertens, Callejon. Ci sono ovviamente calciatori che sono partiti sempre dal primo minuto, e sono sei: Mario Rui, Hysaj, Koulibaly, Allan, Zielinski, Insigne. Di questi, sono appena tre i calciatori che hanno giocato tutti i minuti, 384: Hysaj, Koulibaly e Allan. La novità, per quanto riguarda i titolari, è Zielinski che lo scorso anno, pur essendo il dodicesimo, giocò titolare quindici partite. Quest’anno ne ha giocate già quattro. È a quota 353 minuti

Maksimovic ha già giocato gli stessi minuti dello scorso anno

Per alcuni giocatori, in quattro giornate hanno praticamente già giocato i minuti totalizzati lo scorso anno. Con i 95 minuti di ieri sera, Maksimovic ha pareggiato il conto con il precedente campionato. Ounas, invece, è a quota 73 minuti, lo scorso anno ne giocò 89.

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