Caos Serie B: i club e la Lega vogliono il blocco dei ripescaggi, si va verso un torneo a 19 squadre

La Serie B pretende maggiore sostenibilità economica. La Figc è possibilista, i club ripescati (in primis Catania e Novara) sono pronti ad insorgere.

Caos Serie B: i club e la Lega vogliono il blocco dei ripescaggi, si va verso un torneo a 19 squadre

L’articolo della Gazzetta

Serie B, il caos regna sovrano. La Gazzetta dello Sport ricostruisce la (tragicomica) vicenda del blocco dei ripescaggi, iniziata ieri con un tweet di Nicola Binda (uomo del quotidiano in rosa per la serie cadetta) e spiegata nel dettaglio nell’edizione in edicola questa mattina. Che parte dalle parole di Roberto Fabbricini, commissario della Figc: «Devono passare sul mio cadavere». Ovviamente si tratta di parole rese in privato ai club che gli chiedevano il provvedimento.

Oggi è cambiato tutto. O meglio: sarebbe cambiato tutto. Leggiamo: «La posizione di Fabbricini è cambiata, si è fatta più possibilista. Su sollecitazione del Coni che avrebbe trovato uno spiraglio giuridico tra le pieghe delle Norme organizzative interne della Figc (che all’articolo 49 fissano a 22 squadre il format della B), il commissario ha riaperto la pratica. Decisivo l’arrivo in Federazione di 19 lettere firmate dalle società di B – che avevano già deliberato in due distinte assemblee la richiesta di bloccare i ripescaggi – tutte con lo stesso testo e la medesima richiesta a Fabbricini: lasci la Serie B a 19 squadre». Sarebbe una prima volta clamorosa: il campionato cadetto con meno squadre rispetto alla Serie A.

La situazione

Ora, si pensava che già ieri l’accordo potesse chiudersi. In maniera rapida e (quasi) indolore, se non per la Lega Serie B che avrebbe dovuto ridiscutere il contratto con Dazn (licenziataria dei diritti televisivi del campionato). Però, spiega ancora la Gazzetta, sono iniziate le pressioni della Lega Pro e dell’Assocalciatori, e soprattutto ci sono le società che hanno presentato domanda di ripescaggio in Serie B – Catania, Novara, Siena, Ternana, Pro Vercelli, Entella. Oggi alle 15 ci sarà una conferenza stampa congiunta dei dirigenti di questi club, che si rivolgeranno al Collegio di Garanzia e poi dopo al Tar del Lazio.

Alla base di questa scelta della Federcalcio, ci sarebbe la spinta di Mauro Balata, presidente della Lega Serie B. Che,  sua volta, sarebbe stato “invitato” dai club a percorrere questa squadra. La Gazzetta riporta le parole del presidente del Carpi Stefano Bonacini: «I fatti dicono che la B, con queste risorse, non può reggere 22 squadre. E non solo per le tre esclusioni di quest’anno. L’Assemblea ha votato compatta per questa strada, in modo maturo. Non c’era altro modo per rendere il campionato sostenibile».

In pratica, è una questione di soldi. Con tre squadre in meno, ci sarebbero 13-15 milioni in più da dividersi. E poi c’è la questione tecnica, espressa dall’amministratore delegato dello Spezia Luigi Micheli: «Ci saranno anche meno partite e meno turni infrasettimanali. Un vantaggio per tutti. Mi dispiace per le società che speravano di salire in B, ma è giusto ricordare che i ripescaggi sono un’opportunità, non un diritto».

Le proteste

Chi sorride è opposto a chi, invece, schiuma di rabbia. Come Novara e Catania, club candidati al ripescaggio.  L’amministratore delegato dei siciliani, Pietro Lo Monaco, si è espresso in maniera chiara: «Siamo alla follia pura, è incredibile, qui scoppia la rivoluzione. Stanno cambiando le regole dei campionato, e non capisco per quale motivo. Abbiamo il diritto di disputare la Serie B e non vogliamo essere penalizzati. Faremo sentire la nostra
voce  a Roma con le altre. Catania non può essere penalizzata ancora una volta. Il nostro mercato è bloccato, non sappiamo contro quali avversarie ci dovremo confrontare e mancano pochi giorni al via della stagione. Abbiamo sostenuto una preparazione mirata per la B. E adesso che fanno, ci cambiano le carte in tavola?».

E poi, c’è il caso-Bari. Ne abbiamo parlato qui, pochi minuti fa, riportando un pezzo del Corriere del Mezzogiorno edizione pugliese. Il nuovo club di De Laurentiis vuole un posto in Serie C. Ne scrive anche la Gazzetta: «Un gruppo di 13 società di Lega Pro ha scritto a Gravina (oltre che al Coni e alla Figc). Si tratta di Viterbese, Rieti, Juve Stabia, Casertana, Monopoli, Potenza, Catanzaro, Vibonese, Reggina, Trapani, Sicula Leonzio, Francavilla e Paganese. E sono tutte contrarie a questa decisione».

Il blocco dei ripescaggi in Serie B porterebbe l’organico della terza serie a 59 società. Manca solo un posto libero, cui potrebbe aspirare anche l’Avellino. Il nuovo Avellino, risorto dopo il fallimento nel nome di Giannandrea De Cesare, del gruppo Sidigas. Ovvero, l’azienda che ha investito nella squadra di basket biancoverde.

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