Napoli, da Diawara a Badelj: tutti gli scenari per il post-Jorginho

Analisi dei possibili eredi di Jorginho: l’operazione-qualità con Paredes e Fabian Ruiz, la valorizzazione di Diawara e la suggestione di Hamsik come “nuovo Pirlo”.

Napoli, da Diawara a Badelj: tutti gli scenari per il post-Jorginho
Diawara (Photo Hermann)

Tra mercato e valorizzazione dei calciatori

Le notizie di mercato di giornata vanno in due direzioni diverse: da una parte c’è la trattativa avanzata (?) per Simone Verdi, dall’altra c’è la ricerca dell’erede di Jorginho. In relazione al secondo punto, sono fiorite diverse ipotesi: Torreira, Paredes, Fabian Ruiz e Badelj, in ordine di apparizione. La voce sul centromediano croato della Fiorentina, disponibile a costo zero, è l’ultima in ordine di tempo ed è stata lanciata questo pomeriggio. Ognuna di queste strade porta a un’interpretazione diversa dell’esigenza di mercato, dal punto di vista tattico e progettuale. Analizziamo quale potrebbe essere la scelta migliore.

Torreira, ovvero il dualismo con Diawara

Lucas Torreira è una pista già esplirata in passato, tornata di stretta attualità negli ultimissimi giorni. Si tratterebbe di un’operazione di pura sostituzione nello slot di centrocampista centrale, un regista per un regista pur con caratteristiche diverse. Rispetto a Jorginho, l’uruguagio della Sampdoria interpreta in maniera diversa il ruolo di volante davanti alla difesa. Più dinamico, nonostante le misure compatte (167 cm x 63 kg), più rapido, probabilmente anche più verticale.

Un’operazione di questo tipo porterebbe ad un dualismo “puro” con Diawara, che per il momento viene considerato uno dei punti fermi dell’organico di Ancelotti. Dal punto di vista puramente tattico, non ci si potrebbe aspettare grossi stravolgimenti: sia Amadou che Torreira sono due centrali che lavorano meglio in un reparto a tre, e che farebbero fatica in una mediana a due. Inoltre, si tratta di calciatori specializzati, che difficilmente potrebbero essere utilizzati in uno slot diverso del 4-3-3 o anche del 4-2-3-1. Sarebbe una scelta conservativa rispetto al modello di Sarri, e varrebbe un investimento di (almeno) 25 milioni, il prezzo della clausola rescissoria. Anche se, secondo il Corsport, la Sampdoria vorrebbe attendere la fine del Mondiale per ritoccare (eventualmente) questa valutazione.

Paredes e Fabian Ruiz, ovvero l’iniezione di qualità

Partiamo dall’analisi progettuale: entrambi sarebbero perfetti per il Napoli, per età e valore assoluto. Il discorso tattico è differente, ma va nella direzione della qualità e della varietà. Entrambi i calciatori non sono registi alla Jorginho, vale a dire costruzione del gioco e interdizione cerebrale, in realtà possono e sanno fare qualcosa in più, in diverse zone del campo. Paredes è più vicino all’idealtipo del centromediano, solo che al gioco corto abbina una grande qualità di calcio sul lungo. Ha un’ottima tecnica di base e può giostrare anche come terzo di centrocampo, nel ruolo di interno di qualità. In questo modo, Diawara avrebbe una “controfigura” ma anche un possibile compagno in un centrocampo a tre, accanto ad un terzo calciatore con caratteristiche più offensive (Hamsik o Zielinski).

Stesso discorso con Fabian Ruiz, che però è un calciatore più liquido, in grado di giocare in cabina di regia, da interno ma anche da esterno offensivo. Con tutte le proporzioni del caso, lo spagnolo appartiene a quel gruppo di giocatori in grado di rendere dinamico il modulo e il modo di attaccare la porta avversaria (Isco, Luis Alberto, lo stesso Zielinski). Grazie al suo arrivo, Ancelotti potrebbe pensare ad un Napoli in grado di modificare il proprio sistema durante la partita, passando dal 4-3-3 al 4-2-3-1 in pochi secondi. Allo stesso modo, potrebbe concretizzarsi la suggestiva ipotesi di Hamsik “nuovo Pirlo”, regista alternativo a Diawara. Un centrocampo con Allan, Hamsik e Fabian Ruiz da destra a sinistra sarebbe assolutamente praticabile, perché equilibrato. Ed avrebbe anche grande qualità.

Badelj, il tutor di Amadou

L’ultima ipotesi vede l’arrivo del centrocampista croato, un 29enne lontano dal consueto target di mercato del Napoli. Allo stesso tempo, però, sarebbe un inserimento di tipo prospettico “ad induzione”, perché garantirebbe a Diawara un vero e proprio tutoraggio ai massimi livelli. Si tratterebbe di un’operazione low cost, data la condizione da svincolato dell’ex Fiorentina. E permetterebbe di convogliare il budget di mercato su altri settori della squadra, magari anche sullo stesso Fabian Ruiz (interpretato a quel punto come mezzala e non come erede di Jorginho).

Con Badelj, il Napoli acquisirebbe fisicità e capacità di alternare il tipo di costruzione, oltre a una spiccata esperienza internazionale. Potrebbe essere un’operazione intelligente, soprattutto se finalizzata al processo di sviluppo di Diawara, vero diamante grezzo dell’organico azzurro.

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