Il Napoli è avanguardia culturale: accettazione della sconfitta, orgoglio per il lavoro

Il tweet della Ssc Napoli contro il papponismo juventino del dopo Madrid: il risultato è straordinario, e qualcuno se n’è già accorto.

Il Napoli è avanguardia culturale: accettazione della sconfitta, orgoglio per il lavoro

E qualcuno se n’è già accorto

Abbiamo un manifesto. Non aduna più i proletari o gli avvitatori di bulloni, ma arriva a ridosso della festa dei lavoratori, non li considera più abitanti di un luogo ma li chiama “azzurri”, come chiunque al mondo sia chiamato a “vincere facendo leva solo sulle proprie forze”. È un messaggio rivolto a tutti: se ci state, bene; se pensate di non potercela fare, accomodatevi pure fuori.

Nella notte spagnola in cui il capitano juventino sbarellò, fiancheggiato da una dirigenza timorosa della piazza, abbiamo visto i bianconeri trasformarsi in papponisti del continente, nonostante la vana opera di calmieraggio di Allegri. Il papponismo torinese è un inedito interessantissimo. È l’odierno marchio di fabbrica dell’irrilevanza nazionale: immobilismo culturale e noiosissimi regolamenti interni di conti per un giro di affari per i soliti noti (chiedete a Benatia).

La SSC Napoli da fenomeno cittadino diviene invece avanguardia culturale nazionale: poche ciance e pedalare. Contate solo su voi stessi. Accettazione coraggiosa della sconfitta. Orgoglio per nessuna appartenenza ma unicamente per il lavoro svolto. Non per ciò che si nasce ma per quanto si decide di diventare.

Io non so se le parole della società e dell’allenatore siano frutto di una contingenza o di un puro caso. Sta di fatto che contano solo i risultati, come dicono molti, ed il risultato è straordinario.

E, a mia avviso, qualcuno più acuto a Torino se n’è già accorto. L’ho visto sudare preoccupato, nella notte di San Siro, nonostante avesse appena messo una seria ipoteca sul titolo.

 

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