Sconcerti: «Il Napoli si è fermato, anche senza le coppe»

Sul Corriere della Sera: «Corre meno e ha meno movimento dei suoi giocatori. È molto difficile vincere per nove mesi con dodici giocatori»

Sconcerti: «Il Napoli si è fermato, anche senza le coppe»

Qualcosa è cambiato

“Il Napoli è diverso, ora non viaggia più” è il titolo dell’editoriale di Mario Sconcerti sul Corriere della Sera.

Questo l’incipit: “Il Napoli di adesso è diverso. Ha ragione Sarri a difendere il suo lavoro, ma è evidente che qualcosa è cambiato. (…) È cambiato il Napoli, che corre meno e ha meno movimento dai suoi giocatori. Il possesso palla è ancora lo stesso, ma è il suo ritmo che fa vedere la differenza. Ieri ha trovato anche un Milan molto chiuso, messo bene in campo, ma Mertens non legge più i passaggi dei compagni, Milik è entrato tardi, Insigne non ha più lo spunto che ha deciso tante partite”.

Di Insigne scrive che ha segnato 7 gol contro i 21 di Dybala. Ma soprattutto si concentra sul calo del Napoli dopo l’abbandono dell’Europa.

“Si era pensato che lasciare le altre competizioni avrebbe asciugato la fatica del Napoli, lo avrebbe reso leggero in primavera. Non è stato così. La Juve ha semplicemente tenuto, è stato il Napoli a fermarsi. È molto difficile vincere per nove mesi con dodici giocatori. Il Napoli gioca ancora bene, ma la squadra è più consueta, meno fluida, come se il ghiaccio su cui ha sempre pattinato si fosse fatto all’improvviso poroso. Così la Juve se ne va con la sua larghezza. Sei punti a sei giornate sono tanti, fanno il 33% di vantaggio oggettivo”.

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  1. michele o pazzo 16 aprile 2018, 16:04

    Secondo me questo parallelismo dybala-insigne non sta in piedi. Non è vero (come dice sconcerti) che fanno lo stesso ruolo, Lorenzo gioca esterno, l’argentino centrale. Dybala è certamente più goleador, a Palermo faceva anche la prima punta, insigne torna a raddoppiare su mario rui. Senza contare che il ragazzo di fratta fa più assist.
    E soprattutto c’è una cosa che falsa il dato, dybala è il rigorista della Juventus.

  2. Innegabile che poteva andare meglio è tutto è andato non storto al 100% ma al 90 o 80: ancora peggio se il Napoli avesse perso. Ma gli scongiuri a nulla hanno valso e la Juve con la sua seconda squadra ha finito per dominare e surclassare con calma la Samp come io e tanti milioni di altri avevamo previsto. Tre osservazioni a questo punto: io non mollerei, giammai, e il primo obiettivo è arrivare a sei punti di distacco domenica prossima, il che si può fare se si vince con l’Udinese, e dato per scontato che la Juve vince con il Crotone. Se si perde o pareggia a Torino beh sì, non c’è più speranza. Se una buona volta la fortuna ci desse una mano allora il calendario sarebbe favorevole al Napoli, a patto che Inter e soprattutto Roma facciano il loro dovere e lottino per la vittoria. E la ottengano. La sola gara in bollino rosso per il Napoli è con i viola a Firenze, contro due della Juve. Tutto vero e sacrosanto quello che si dice sul Napolista sulla rosa corta e gli uomini pochi e sfiancati. Non so chi, se uno o tutti e tre tra ADL, Sarri e Guntoli, ma si è commesso l’errore del secolo a non comprare un centravanti e un’ala a gennaio. Noto una cosa che nessuno stranamente dice: il calcio è per 50% un gioco di cross per un centravanti alto che la metta dentro di testa, di piede e o di mischia, e basta vedere guarda caso come sono venuti ieri i gol della Juve, e ieri l’unica palla gol del Napoli. Il Napoli giocando palla a terra e senza cross salvo i corner si taglia e toglie il 50% delle possibilità di fare gol. Dunque: il Napoli non ha e non ha avuto uno straccio di centravanti. Amara verità, e la chiave dello scudetto mancato. Ma perché non si è preso a gennaio anche un solo Inglese?

  3. Caro Napolista, nonostante le nostre suppliche continui a propinarci le ammorbanti elucubrazioni di Sconcerti. Per piacere lievacell ‘a nanz, nun c’o firamm cchiu.
    ciò premesso, penso che in molti di noi, me incluso, ci siamo ricordati del bel finale di campionato dello scorso anno senza tenere in debito conto degli effetti deleteri che avrebbe avuto il cambio di preparazione dovuto alla partecipazione ai preliminari. Il peso di questa causa o concausa del calo attuale, a mio parere, non è stato ben valutato

  4. “Insigne non ha più lo spunto che ha deciso tante partite” a me sembra invece che Insigne sia l’unico che davanti mostri un po’ di verve. Anche ieri é stato tra i migliori in campo. Il vero problema é il perdurare del periodo di appannamento di Mertens e Callejon. Nella Juve quando Higuain e Dybala hanno vissuto il loro momento no, sono stati messi in panchina ed in campo andavano gente come Manzukic, Bernardeschi e Douglas Costa, gente che ha risolto diverse partite. La differenza é tutta qui (senza contare il problema terzini…).

    Milik é di nuovo arruolabile solamente da qualche settimana ed evidentemente non ha ancora i 90 minuti. Forse l’unico appunto che si può fare a Sarri sulla partita di ieri é sull’utilizzo di Mertens dall’inizio: credo che con Milik dal primo minuto avremmo potuto tenere più alta la squadra e Mertens nel finale avrebbe potuto far meglio contro un Milan stanco. Ma forse anche cambiando l’ordine della staffetta il risultato non sarebbe cambiato.

    C’è poi la questione Hamsik. Credo che ormai il suo sia un problema di ruolo: non ha più l’incisività sotto porta di un tempo e i suoi inserimenti, sempre meno frequenti, risultano spesso meno fluidi, macchinosi e non sono quasi mai letali. Anche il tiro da fuori, che pure era una parte forte del suo repertorio (di destro e di sinistro) non si vede più (o meglio si vede ogni tanto, ma con palla regolarmente in tribuna).
    Eppure resta fondamentale per lo sviluppo del gioco, quando non c’è, soprattutto dal primo minuto, il Napoli s’inceppa. Io lo riproporrei ogni tanto come regista, mi sembra che l’anno scorso in un paio di occasioni se la cavò bene (e questo proposito Sarri disse che l’idea di Marek regista “gli dava gusto”).

  5. fini analisti che, in assenza del miracolo di Donnarumma, avrebbero scritto che il Napoli non mollava, che grazie al recupero di Milik aveva un’arma in più per un finale di campionato tutto da scrivere etc… comunque sono contento, se abbiamo ancora una speranza lo dobbiamo a questi professoroni che hanno l’abilità di sbagliare qualsiasi accenno di previsione… marcan a pest malament

  6. Giulio Ceraldi 16 aprile 2018, 7:08

    Abbiamo raggiunto i limiti oggettivi di questa squadra.
    C’è soltanto da dire grazie.
    Ora aspettiamoci una cessione eccellente.
    È nel DNA di questa società per ripartire.
    Purtroppo chést’è.
    Resta il fatto che a Torino si va per vincere. È una questione di principio.

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