Sei anni fa moriva Carlo Petrini, ha raccontato (e vissuto) il marcio del calcio

Coinvolto nel primo calcio scommesse, scoperchiò il pentolone con una serie di libri. Il primo fu “Nel fango del dio pallone”

Sei anni fa moriva Carlo Petrini, ha raccontato (e vissuto) il marcio del calcio

Giocò anche nella Roma di Liedholm

Un altro lutto, sei anni fa, colpì il mondo del calcio. Dopo la tragica morte del centrocampista del Livorno, Piermario Morosini, avvenuta nel corso della partita di campionato tra il Pescara ed il Livorno, nella mattinata di lunedì 16 aprile muore all’ospedale di Lucca Carlo Petrini ex attaccante. Cresciuto nelle giovanili del Genoa, giocò nel Lecce (Serie C 1965-1966) nel Genoa (Serie B 1966-1968) nel Milan (1968-1969) nel Torino (1969-1971) squadra con la quale vinse la Coppa Italia nella stagione sportiva 1970-1971, al Varese (1971-1972) nel Catanzaro (1972-1974) alla Ternana(1974-1975) nella Roma allenata da Nils Liedholm (1975-1976) al Verona (1976-1977) al Cesena (1977-1979) al Bologna nel (1979-1980).

Lo scandalo scommesse del 1980

La carriera di Carlo Petrini ebbe una battuta d’arresto nella stagione 1979-1980, quando scoppiò il primo scandalo del calcio scommesse, ed il centravanti fu ritenuto uno dei principali responsabili di tale scandalo e per questo motivo venne squalificato per tre anni e sei mesi. Solo dopo l’amnistia, concessa dalla Federazione Italiana Gioco Calcio, in seguita alla clamorosa quanto inaspettata vittoria dell’Italia al mondiale di Calcio, disputato in Spagna, nel 1982, il calciatore tornò a giocare nelle file del Savona in Serie C2, prima di chiudere la carriera agonistica con il Rapallo nel campionato Interregionale, attuale Campionato Nazionale Dilettanti, nella stagione sportiva (1984-1985).

Nel fango del Dio Pallone

Nel 2000 Petrini ha pubblicato la sua autobiografia intitolata “Nel fango del Dio Pallone”, pubblicata da Kaos Edizione, nella quale narra, senza nascondere le sue specifiche responsabilità definite molteplici e gravi, come un normalissimo giocatore, figlio di gente umile, è potuto diventare un disgraziato. Negli anni settanta, Petrini era un centravanti di serie A, ed in quegli anni, il gioco del calcio era il più bello al mondo ed appassionava milioni di italiani che ascoltavano alla radio l’esito delle partite di serie A e di serie B, dopo aver giocato la schedina con la speranza di poter cambiare il destino della propria vita.

In quegli anni, il calcio cominciava ad essere quello che è diventato oggi, un carrozzone di miliardi e di interessi, di affari e di potere, che va avanti, secondo Petrini, con la benzina dell’omertà. Lo sport in pratica è solo una scusa.

La vita di pallonaro, come amava definirsi Petrini, è stata una storia che davanti era bella come una favola ( popolarità, soldi, macchine, belle donne) ma dietro, ad un certo punto, fatta di partite combinate, doping, soldi in nero, scommesse clandestine.
Tutte storie in cui era coinvolto Petrini, insieme ad altri colleghi, compresi allenatori e dirigenti, ma per l’opinione pubblica l’unico mostro era Petrini.

Una sceneggiata

“Nel fango del Dio Pallone” Petrini definisce lo scandalo del calcio scommesse scoppiato nel febbraio del 1980 come una sceneggiata, una commedia fatta per buttare un po’ di fumo negli occhi dell’opinione pubblica. Infatti da allora ad oggi, non è cambiato niente. Anche senza Petrini, le partite truccate combinate con scommesse clandestine, le pratiche dopanti, i soldi in nero, le porcate e le omertà sono continuate senza sosta e senza tregua.

Con il libro “Nel fango del Dio Pallone”, Petrini, nel mondo del calcio, viene considerato come un traditore, un infame, un vigliacco; tanto è vero che il libro nell’ambiente sportivo ha avuto vita difficile, fatta di censura, calunnie, insulti.
Dopo “il fango del dio pallone” Petrini pubblica sette libri, tutti dedicati al calcio. Con “Il calciatore suicidato”, scritto nel 2001, ricostruì la morte del giocatore Donato Bergamini a Cosenza, avvenuto nel novembre del 1989, un delitto fatto passare per suicidio.

Con “I pallonari”, scritto nel 2003, e “Senza maglia e senza bandiera” del 2004, Petrini ha dimostrato come il calcio fosse una fogna di partite combinate, scommesse clandestine, doping, fondi neri, maneggi ed omertà.

In “Scudetti dopati”, scritto nel 2005, ha raccontato le prodezze della Juventus moggiana negli anni 1994-1998, processata per frode sportiva mediante doping.

Con”Le corna del diavolo”, scritto nel 2006, l’ex centravanti del Milan ha raccontato le prodezze del Milan durante la presidenza di Silvio Berlusconi, in un periodo caratterizzato da diverse vittorie sportive.

In “Calcio nei coglioni”, scritto nel 2007, si occupa dello scandalo di Calciopoli e del ruolo assunto dal suo compaesano Luciano Moggi.

Con “Piedi Nudi”, per la prima volta, Petrini fa conoscere all’opinione pubblica il sesso nel mondo del calcio ed i costumi sessuali dei pallonari.

Ha abitato fino alla fine dei suoi giorni nella natia Monticiano, ed è stato affetto da una grave forma di glaucoma che gli ha procurato la quasi cecità dell’occhio sinistro e la seria compromissione del destro. Secondo i medici che lo hanno curato, nel corso degli anni, sottoponendolo a ben cinque interventi chirurgici, la malattia potrebbe essere correlata all’assunzione dei tanti farmaci, di natura dopante, avvenuta spesso a sua insaputa, durante la carriera di calciatore.

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