Serie A, la ricetta spagnola di Mediapro: spezzatino televisivo e prescrizioni per gli stadi

La Serie A si avvicinerà al modello Liga: otto finestre orarie per le partite, dal sabato pomeriggio al lunedì sera, e convenzioni da rispettare per gli stadi (erba, cartellonistica, spalti pieni).

Serie A, la ricetta spagnola di Mediapro: spezzatino televisivo e prescrizioni per gli stadi

Un vero e proprio codice

La nuova composizione oraria del campionato di Serie A, ma non solo. Dall’anno prossimo, composizione e percezione del calcio italiano potrebbero essere completamente rivoluzionate. Si comincia dalla strutturazione del calendario, che dalle cinque finestre orarie utilizzate quest’anno potrebbe passare ad otto: secondo quanto riportato da Calcio&Finanza, una giornata di campionato si aprirebbe il sabato, con un match alle 15, un altro alle 18 e il posticipo delle 20.30. Alla domenica si parte alle 12.30, il blocco delle 15 si riduce a tre gare. Si prosegue alle 18 e alle 20.30 per chiudere il lunedì sera. Il famoso monday night di Premier League.

È uno “spezzatino” mutuato dalla Liga, che diventa una specie di virtuale certezza con l’assegnazione (provvisoria) dei diritti tv a Mediapro. Una svolta storica per il nostro calcio, non solo dal punto di vista dei rapporti con Sky (ne abbiamo scritto qui), ma anche per tutte le conseguenze di confezione che saranno in qualche modo “consigliate” dall’arrivo degli spagnoli.

Un articolo di Repubblica fa un elenco di queste possibili “prescrizioni”: «Al primo posto la qualità dei terreni di gioco: in ogni stadio l’erba dovrà avere la stessa altezza e la stessa intensità di verde, e il taglio del prato dovrà seguire le stesse righe; cartellonistica pubblicitaria con gli stessi abbinamenti cromatici in tutti gli stadi; stadi tendenzialmente pieni, soprattutto nelle zone centrali, inquadrate dalle telecamere». Repubblica, sull’ultimo punto, “cita” in qualche modo la Liga. Il campionato spagnolo multa i club che non riescono a riempire il proprio impianto.

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