Diritti Tv a Mediapro: Sky perde la posizione dominante, ora va alla guerra

La notizia del giorno: l’offerta di Mediapro, accettata dalla Lega Serie A, costringe Sky a rivedere tutte le sue posizioni commerciali e i rapporti di forza. Stesso discorso per Mediaset. I 1050 milioni degli spagnoli sono una svolta per la politica del nostro calcio.

Diritti Tv a Mediapro: Sky perde la posizione dominante, ora va alla guerra
Ilaria D'Amico

Il bando

I diritti tv della Serie A a Mediapro. La ribellione di Sky. La notizia è arrivata stamattina, e ha già la forza potenziale di un tornado. Ne abbiamo scritto qui, in maniera semplice e chiara, e riportiamo di nuovo le parole della Lega:

L’Assemblea della Lega Serie A, riunitasi alle ore 11.30 per l’apertura della busta presentata alle ore 9.36 di oggi per il Pacchetto Global dall’intermediario indipendente Mediapro, ha verificato che l’offerta depositata, pari a 1.050.001.000 euro, è superiore al prezzo minimo richiesto dall’Invito ad Offrire e conseguentemente procederà alla comunicazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, come previsto dall’Invito stesso ai fini dell’assegnazione dei diritti in oggetto.

In questo modo, la Lega Serie A ha “ceduto” per 1,050 milioni di euro i diritti del calcio (televisivi e via internet) a un’azienda esterna, straniera, privata. Che, stando alla sua qualifica di intermediario indipendente, ora dovrebbe interfacciarsi con i broadcaster italiani (o esteri) interessati a trasmettere gli eventi. Solo che Sky non ci sta, e ha già avviato una battaglia legale nei confronti della Lega. Sì, perché Mediapro potrebbe anche decidere di non operare come intermediario, quindi di produrre in prima persona gli eventi mediali (televisivi e non) per la trasmissione delle partite.

Le perplessità di Sky

Marco Bellinazzo, giornalista del Sole24Ore, ha spiegato in quest’articolo i punti “legali” su cui Sky sta cercando di fare leva: «A rigore di bando, MediaPro si è presentato con un intermediario indipendente. Vale a dire un soggetto, che non essendo un’emittente alla stregua di Sky e Mediaset, ha acquistato il pacchetto “global” con tutte le partite in cambio di un miliardo, cinquanta milioni e mille euro. A questo punto, come l’intermediario Img, per i diritti esteri della A, dovrebbe formulare suoi pacchetti e rivenderli in Italia agli operatori tv, delle telecomunicazioni o di Internet».

«Il fatto è che in queste settimane Mediapro ha anche discusso con la Lega la possibilità di creare un canale ad hoc della Serie A e in Lega è stata depositata un’offerta specifica sul punto, sia pure fuori dal bando. In pratica, Mediapro con proprie telecamere confezionerebbe il prodotto “partita” e farebbe da editore di programmi di approfondimento e analisi dei match, raccogliendo anche la pubblicità».

«Dove sarebbe visibile questo canale? Evidentemente su quelle piattaforme disponibili ad “affittarlo” così com’è, pagando un “canone” a Mediapro e alla Lega. Questo modello di business permetterebbe forse più facilmente di realizzare profitti, rispetto all’ipotesi prevista dal bando in cui gli spagnoli dovrebbero vendere per oltre un miliardo pacchetti di partire a quegli stessi operatori tv, telco e Ott che finora non hanno offerto più di 830 milioni di euro».

Aspettando l’Antitrust

La conclusione di Bellinazzo: «Come andrà a finire? Molto dipenderà dalle prescrizioni dell’Antitrust, ma effettivamente l’opzione del canale non appare strettamente in linea con l’attuale bando. Quindi la Lega volesse portare avanti il progetto alternativo del canale dovrebbe muoversi fuori dai termini dell’asta su cui però hanno fatto affidamento in questi mesi tutti gli operatori. Un vero rompicapo. Malagò farà bene a tornare presto dai Giochi Olimpici».

La posizione di Sky

Dal punto di vista strettamente legale, ma anche commerciale, la posizione di Sky è comprensibile. Ha trovato il cavillo, e ha iniziato la battaglia. Per escludere completamente Mediapro, non solo per farla agire come intermediario. Il motivo è semplice: Sky vuole evitare di perdere una posizione dominante, condivisa negli anni con Mediaset Premium. L’azienda del Biscione e quella di Rogoredo hanno letteralmente tenuto in ostaggio la Lega: il calcio italiano sopravviveva attraverso le loro offerte, grazie ai loro soldi, quindi si è trattato di un baratto necessario per le società di Serie A. Con l’arrivo di un soggetto come Mediapro, la situazione cambia in maniera sostanziale. Semplicemente, il rapporto Sky-Lega non è più diretto. I costi si alzano, e diminuisce la possibilità di influenzare la politica della Lega. Quindi, quella dei club

Nessun potere occulto. E nessuna manovra illecita, ci mancherebbe. Però, come dire: finora il campionato di Serie A si è retto sugli investimenti di Sky (soprattutto) e Mediaset, ora si è creata una situazione di reale concorrenza. Forse, per la prima volta dopo tanti anni. Una situazione che cambierà i rapporti di forza, e che in qualche modo permetterà anche di (ri)valutare in maniera realistica il prodotto calcio italiano. Non perché il rapporto con Sky non lo permettesse, ma perché ora sappiamo che un soggetto straniero valuta il nostro campionato per una cifra superiore al miliardo di euro.

L’intervista al boss di Mediapro

È tutta una questione di posizioni commerciali. Sky è stato ed è un soggetto in grado di investire molto nel calcio. E che, attraverso il calcio, rende molto più attrattiva una buona offerta di intrattenimento. I diritti sportivi, quindi, rappresentano il core business dell’azienda. E il fatto che i precedenti bandi fossero “su misura” per Sky, esattamente come per Mediaset, dimostra come la Lega cercasse di andare incontro alle loro richieste pur di incassare una certa cifra. Su cui, per quest’ultimo bando, entrambe hanno giocato al ribasso. Speculando, in pratica, sulla loro posizione dominante, sull’assenza di una concorrenza reale.

Una concorrenza che, però, si è materializzata oggi. Attraverso Mediapro, che tre giorni fa aveva anticipato e chiarito la sua posizione con un’intervista del suo boss alla Stampa. Noi l’abbiamo riportata qui, ecco le parole di Taxto Benet, ex giornalista, fondatore e deus ex machina del colosso catalano:  «Proponiamo un canale che trasmetta tutte le partite, noi acquisteremmo i diritti e poi li distribuiremo a più soggetti con piattaforme diverse. Il calcio italiano è ancora attrattivo, voi siete ipercritici ma dall’estero la percezione è diversa. Finora avete utilizzato un modello che guarda agli operatori e non ai tifosi. Chi si abbona a Sky o Mediaset acquista anche altri prodotti, film, serie tv, eccetera. Con noi non succederà. Vuoi vedere le partite? Compri solo il calcio, così si va incontro ai tifosi che pagheranno meno e avranno quello che vogliono davvero».

E ora?

La situazione è semplice. Come scritto da Bellinazzo, si aspetterà la risposta dell’Antitrust. Anche perché «la “no single buyer rule”  preclude ad un unico operatore della comunicazione l’aggiudicazione di tutti i diritti in esclusiva. In questo modo, secondo Sky, l’offerta di Mediapro viola l’articolo 9.4 del Decreto Melandri e il paragrafo 24.b delle Linee Guida». Mediapro potrebbe essere esclusa dall’asta, per questo motivo.

La “scappatoia”, per gli spagnoli, sta già all’interno del bando. Ovvero: dovrebbe operare come mediatore indipendente, rivendendo i diritti appena acquistati ad altri broadcaster. In questo modo, Sky e Mediaset avrebbero comunque perso la loro posizione dominante. È un discorso di interfacciamento diretto che viene a mancare, perché in realtà Mediapro potrebbe vendere i diritti a qualsiasi altro soggetto che riesca a soddisfare le sue richieste economiche.

Ultimo punto, il più pratico: dove vedremo le partite? In questo momento, è impossibile rispondere. Se l’Antitrust dovesse decidere di costringere Mediapro a comportarsi come un intermediario indipendente, e quindi alla semplice opera di rivendita, solo Sky Italia ha l’opportunità di riacquistare i diritti a una cifra (alta) che potrebbe soddisfare gli spagnoli. Idem per quanto riguarda Premium (sul digitale terrestre). Qualora l’Antitrust dovesse considerare valide l’offerta e le prospettive di Mediapro, allora il canale di loro produzione potrebbe essere subaffittato, potenzialmente, da tutti i broadcaster. A quel punto, difficile pensare che Sky possa decidere di non trasmettere più la Serie A. Da verificare la posizione di Mediaset

Infine, l’ultima ipotesi: la cancellazione dell’offerta di Mediapro. A quel punto, si ricomincerebbe daccapo. Con un nuovo bando, anzi il solito bando (ad hoc o quasi) per Sky e Mediaset. Una possibilità di cui si era già parlato. In ogni caso, la certezza è una sola: con l’arrivo di Mediapro, Sky e Mediaset devono alzare la posta. Almeno fino a 1,050 milioni di euro.

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  1. State dicendo che abbiamo buone probabilità di toglierci dalle p… la signora nella foto in alto, con vestito bianconero d’ordinanza e voce stridula??

  2. pure per me è un notizione anche se gli esiti sono parecchio incerti. innanzitutto l’intervento dell’AD di mediapro mi trova concorde in tutto, anche se per ora si tratta solo di chiacchiere. è un dato di fatto che finora per vederci il calcio la maggior parte di noi ha dovuto pagare contenuti di cui non gli fregava assolutamente nulla! su sky bisognava avere almeno il pacchetto base da 15€ (intrattenimento o comunque si chiami) a cui aggiungere i pacchetti calcio e sport, con mediaset addirittura ti dovevi sorbire il pacchettone completo arrivato a costare perfino più di sky negli ultimi anni. parcellizzare l’intrattenimento è la maniera per rendere più economica la distribuzione del calcio. se voglio il cinema devo poterlo decidere e pagarlo separatamente perchè è un’altra cosa! il dubbio sulla concorrenza però resta. nel momento in cui il calcio restasse in mano ad un unico operatore esso si troverebbe ad operare da monopolista e qualunque studente di economia al primo anno sa che il regime di monopolio è quello meno favorevole al benessere del consumatore finale perchè il monopolista ha totale libertà di decidere il prezzo del bene e la relativa quantità venduta e l’ottimizzazione si assesta ad un livello di prezzo ben più alto del regime di concorrenza. in questo capisco perfino la ratio della legge melandri. d’altro canto finora in italia non abbiamo certo avuto concorrenza. c’era un oligopolio, o meglio un duopolio e credo un più che evidente cartello tra i 2 provider dominanti che portava nei fatti ad un quasi monopolio in termini di prezzo finale. quello che succederà lo vedremo, ma ben venga questo scappellotto dietro la nuca per mediaset e sky che finora hanno spadroneggiato non solo rispetto a noi clienti ma anche rispetto alle società calcistiche.

  3. Ma quindi Delaurentis aveva ragione quando affermò che si potrebbero ricavare più soldi dai diritti della serie a? Tutti lo davano per pazzo..

  4. Giulio Valerio Maggioriano 5 febbraio 2018, 18:43

    Meritevole di menzione, nella gestione del cartello sui diritti tv, il ruolo che per anni ha svolto Infront come advisor della Lega e “longa manus” di Galliani, in cui anche inevitabilmente Sky godeva.

    • Sky, la stessa Sky comandata da Newscorp ? La stessa newscorp di cui Jaki Elkann (futuro presidente della Juve) è membro del board, quella Sky la, sei sicuro ???

  5. Sono contento perché sky è insopportabile dal punto di vista politico, ma con mediapro vedremo un campionato ancora più schiavo delle tv. Almeno questa è l’impressione, con l’aggiunta di ancora altri orari a quelli già spezzettati della serie A attuale.

  6. forza mediapro e abbasso skyjuve

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