Diritti Tv, via alle trattative private con Sky e Mediaset. Ma c’è l’alternativa Mediapro

Gazzetta dello Sport e Milano Finanza spiegano la situazione: si cerca di recuperare i 200 milioni che mancano con incontri face-to-face, ma intanto Cairo prepara il terreno alla rivoluzione spagnola.

Diritti Tv, via alle trattative private con Sky e Mediaset. Ma c’è l’alternativa Mediapro

L’articolo della Gazzetta

L’obiettivo era di raggiungere la quota di 1,05 miliardi, ma le offerte si sono fermate a 762 milioni. L’asta per i diritti tv della Serie A 2018-2021 ha replicato l’insuccesso di giugno. Ed è un vero collasso se si pensa che il ciclo precedente aveva portato a un incasso di 946 milioni di euro.

La Gazzetta dello Sport scrive delle nuove possibilità per provare a invertire il trend: «Sono state avviate le trattative private per i pacchetti sotto il minimo, cioè quello del digitale terrestre (Mediaset ha offerto 200 milioni contro i 260 richiesti) e i due in esclusiva (da Sky 80 milioni contro un’aspettativa di 310). Ieri De Siervo, Tavecchio, Nicoletti e Brunelli hanno incontrato prima Adriano Galliani, presidente di Mediaset Premium, e poi Andrea Zappia, a.d. di Sky Italia. I faccia a faccia sono durati due ore ciascuno ma l’esito è stato interlocutorio. Si lavora per una soluzione, che passi magari anche attraverso una riformulazione dei pacchetti, ma le parti restano molto distanti».

Strade alternative

Le nuove offerte (al rialzo, o almeno si spera) dovrebbero arrivare per venerdì. Oppure ci sono da battere sentieri diversi, come ad esempio «l’offerta “importante” dell’intermediario indipendente Mediapro, si dice addirittura 990 milioni, che verrebbe presa in considerazione se quelle di Sky e Mediaset non venissero ritenute soddisfacenti. A quel punto Mediapro, gruppo spagnolo che già gestisce i diritti della Liga, creerebbe un canale della Serie A da dare in affitto alle diverse piattaforme».

Questa nuova svolta potrebbe avere risvolti interessanti. Secondo quanto riportato dal quotidiano Milano Finanza, citato a sua volta da Calcio&Finanza, l’intervento di Mediapro non consisterebbe in un semplice “ponte” tra la Lega e i broadcaster. Il progetto è decisamente più complesso: «L’idea sarebbe la creazione di un canale ad hoc – nulla a che vedere con il progetto studiato da Ernst&Young e Discovery di dare vita alla tv della Lega – da andare poi a rivendere tout court a Sky Italia, Mediaset Premium e magari pure a Tim».

A questo punto diventerebbe centrale la figura di Urbano Cairo (che, nel frattempo, sta preparando il terreno in Lega per la “nuova” presidenza Tavecchio). Il presidente del Torino e di Rcs prenderebbe il controllo della raccolta pubblicitaria per il nuovo progetto editoriale legato alla Serie A. Tutto torna, quasi sempre.

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  1. La scarsa quotazione in sede televisiva nazionale è soprattutto internazionale è frutto della scarsa spettacolarità di molte partite di serie A. Nel giro di pochi anni la premier, la Liga e anche la bundes hanno cominciato ad offrire un prodotto di qualità superiore. Il. Di questo reputo la Juventus la principale responsabile : se la prima della classe gioca in modo noioso e speculativo, le altre le andranno sempre dietro e gli spettatori neutrali preferiranno vedersi altri campionati. Di questo economicamente ne soffre tutto il movimento, ma non mi pare che la cosa venga presa in esame

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