La dura vita dei siti “schierati”, sempre servili secondo i presunti tifosi doc

Il destino comune di Napolista, Juventibus e di alcuni influencer: l’isterismo dei tifosi per il calciomercato sfocia spesso in attacchi velenosi.

La dura vita dei siti “schierati”, sempre servili secondo i presunti tifosi doc

Il tifo e i social

C’è un sentimento di isterismo calcistico talmente forte e diffuso che forse non ci si fa neanche (più?) caso. C’è una componente critica e polemica, nel tifo da social e da internet, che sembra impossibile poter produrre opinioni e opinione senza essere per forza additati di alcuni reati gravi agli occhi delle masse. Il servilismo, il rapporto diretto e regolato da tornaconto. Noi del Napolista lo sappiamo bene, da diversi anni facciamo i conti con una realtà sociale che etichetta e bolla senza pietà, ma non è nemmeno questione di pietà quanto di comprensione. Dei testi, degli argomenti. Eppure, basta fare un giro su internet/social per rendersi conto che non siamo i soli. Che anche luoghi diversi, addirittura più vincenti di Napoli, abbiano avuto e debbano avere a che fare con lo stesso tipo di accuse.

Il caso di Juventibus

Prendiamo Juventibus, ad esempio. Un sito dai concetti primordiali simili ai nostri, con i quali il Napolista ha “dialogato” e “litigato” quasi sempre restando nell’ottica di una convivenza umana, civile, ragionevole. Ecco, leggere i commenti sotto gli articoli di Juventibus vuol dire spalancare un mondo di critica nei confronti della Juventus e dello stesso sito. Che, a torto o a ragione, tende ad avere una posizione quantomeno equilibrata sulle vicende di un club che ha vinto gli ultimi sei scudetti e le ultime tre Coppe Italia. Ha mancato la Supercoppa nel 2014 e nel 2016, e ha perso la finale di Champions nel 2015 e nel 2017.

Certo, per carità: la Juventus può essere criticata, anzi deve essere criticata. Esattamente come il Napoli. Ma per le cose che vanno male – in realtà pochissime. Non per tutto. Persino per le cose che sono andate bene ma però non vanno rivendicate. Sotto, embeddiamo un tweet abbastanza emblematico di Massimo Zampini, uno dei fondatori del sito. I retweet e le risposte, ve le segnaliamo.

Stessa cosa per altri profili Twitter, come quelli dello juventino Antonio Corsa (AterAlbus è uno dei suoi spazi web), o dell’interista Fulvio Santucci. Che fa il blogger, ma parla tanto (e in maniera ragionevole) di Inter sui social. Dal suo profilo Twitter alleghiamo un intervento molto esplicativo della situazione.

Attacchi

Insomma, la nuova (vecchia) malattia del tifo, la critica a prescindere, è traslocata in maniera imponente sui social. Roma è un ambiente che non sfugge a questa dinamica, anzi se volete la amplia. Basta cercare un gruppo di tifosi giallorossi su Facebook per rendersi conto dell’atteggiamento nei confronti della proprietà. La Lazio, con monsieur Lotito, va inserita tranquillamente in questo contesto. Mancherebbe un’analisi del Milan, ma in questo momento sarebbe viziata dall’entusiasmo per una campagna acquisti ricca e impegnativa, quindi tutti i tifosi sono contenti e felici e credono che la società insediatasi pochi mesi fa sia la migliore.

Ecco, questo è il punto focale. Il tifoso non guarda alla progettualità, all’idea (per esempio) che il Napoli o l’Inter, ma anche la stessa Juventus, stiano cercando di costruire qualcosa secondo un sistema di concetti e significati. No, loro vogliono il Milan. Solo il Milan. Mercato rischioso, anche senza grosso criterio. L’importante è che sia dispendioso, magari veloce e soprattutto completo. Ecco, non può funzionare sempre così. Non funziona così quasi mai, in realtà, e basta rimettere gli orologi dietro di un anno e ricordarsi cos’era il Milan. Cos’era diventato il Milan. E i giudizi dei suoi stessi tifosi.

Legami

È uno strano destino, dicevamo, fare opinione in rete. Non che non possano esserci persone in disaccordo, sia chiaro. Non solo è lecito, ma è auspicabile. Il gioco al massacro contro le società, anche quelle virtuose – e persino quelle vincenti -, ci pare però esagerato. E il fatto di dover legare necessariamente un’opinione positiva ad un legame diretto con i club è miope, ingrato, semplicemente sbagliato. È un destino comune, tanto che Juventibus ha dovuto/voluto scrivere un pezzo per giustificarsi di una certa difesa di Massimiliano Allegri. Perché uno dei tifosi bianconeri aveva deciso di “togliere il like” dato che il sito era troppo affezionato al tecnico livornese. Uno da sei trofei in tre anni, più una Supercoppa (forse due, si vedrà sabato) e due finali Champions. Il pezzo è questo, si può condividere o meno quello che c’è scritto. Ma tra questo ed essere servi del padrone ce ne passa. Juve, Napoli, Inter, Roma o che sia.

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TERMINI E CONDIZIONI
  • Nicila

    Io di sicuro non ho un torna conto per le dichiarazioni che faccio su questo social.
    A volte critico e volte plaudo alle scelte di coloro che lavorano per la SSCN.
    Fare dichiarazioni unidirezionali è sintomo di ignoranza intellettuale o di qualche tornaconto

  • Attimo Fuggente

    Excusatio non petita,accusatio manifesta.personalmente,come molti utenti, sono piuttosto indifferente alle vostre opinioni tecniche alle quali vengono abbondantemente contrapposte innumerevoli e molto meglio argomentate e per nulla isteriche, opinioni di altri.quello che è indice di servilismo è la disinformazione, la manipolazione,e soprattutto la censura di fatti documentati attraverso illecite segnalazioni come spam e gli insulti e le molestie sistematiche praticate tramite troll .e non è solo questione di apparire servili,cosa anch’ essa di marginale interesse per i più,ma a causa di tale servilismo, di limitare in modo illegittimo, la libertà di espressione ,di opinione e di informazione degli utenti.

    • Fossi in te non ci verrei piu.

    • Attimo Fuggente

      Troll n.3,non ci verrei?venire dove?a casa tua o di qualcun’altro?io scrivo dal mio smartphone affinché 10 000 (dice Gallo)lettori di menzogne possano leggere un’altra versione delle cose.per divertirmi faccio altro.approfitto per dirti che sei diventato,o diventata,pigro/a .ti guadagni la pagnotta con qualche frasetta dispettosa.fai un pò di copia incolla su fb almeno,come un tempo e qualche insulto. Così Milone è contento.

      • Venio Vanni

        Oh Gjo che vogli’ e te veré…

  • Carlo Beccaria

    Con questo articolo il Napolista ha finalmente spogliato il re. Sono un sito filo-pappone.

    • Massimo

      No , ti sbagli, sei su un sito del Pappone .

  • Me

    Personalmente vi contesto solo quando scrivete ca$$ate o cose palesemente false, che siano a favore o contro chiunque. Cercare di portare la discussione sul piano “ci contestano solo perché fanno gioco al massacro verso la società” è, appunto, una ca$$ata palesemente falsa.

  • Armando Tonti

    Ecco il tipico articolo che aspetti per poi leggerne i commenti, che in genere sono molto più interessanti e piacevoli da leggere. E NO, io il like non lo tolgo. I commenti mi piacciono troppo. Un lurker molto affezionato.

  • Heartbone

    tutto il mondo é paese, vedo.

  • giancarlo percuoco

    io sono un fan dei vecchietti del muppet’s show.

  • Il Boemo

    Massimo Zampini mi fa venire l’orticaria e onestamente Juventibus non c’entra proprio nulla con il Napolista, per quanto sia criticabile anche quest’ultimo.

  • Il Boemo

    https://www.youtube.com/watch?v=P5Ej49CZSTs un tizio che fa robe del genere non dovrebbe essere proprio accostato a Il Napolista.

    • caprile

      L’intervento del tizio in fondo mi sembra meritorio: lui vorrebbe fare il sarcastico ma in realtà non fa altro che elencare delle porcate strisciate a beneficio di chi avesse dimenticato o eventualmente si fosse distratto. E poi l”affermazione “quando la juve perde ovviamente sappiamo che sono quelle le partite che ci riportano col sorriso e siamo veramente più contenti.” è un omaggio alla verità del quale possiamo solo rendergli merito.

    • White Shark

      Ma questo è notorio che è ‘a schifezz ra’ schifezz, ra’ schifezz, ra’ schifezz e ll’uommene (cit. del sommo Eduardo).

  • Il Petardo

    Io vengo su questo blog perchè a differenza di altri permette di dire la proprio nei commenti. Resta il fatto che non sono sempre completamente daccordo con le analisi fatte dall’autore

  • filmauri

    “Ah, signora mia, una volta sì che i tifosi erano ragionevoli. Mica avevano tutti questi grilli per la testa, non erano così maleducati come quelli di oggi. Ora non salutano, ti rispondono, sono diventati così arroganti. Un tempo mica contestavano la proprietà, o le scelte dell’allenatore…”
    Potrei andare avanti per ore, Napolista.
    Ma dico io, volete fare tanto gli emancipati, ergervi a faro di razionalità in mezzo a questo mare di emozioni incontrollate e impulsi bestiali e vi riducete a comari da carrozza di seconda classe?
    I tifosi sono sempre stati così.
    Francamente io ricordo che Napoli, come piazza, non ha mai ragionato “di testa”. E dubito che lo facessero i tifosi di Roma, Juve, Milan e Inter.
    Come al solito: i social gli hanno dato una voce in più.
    Anzi, in un certo senso, con la sindrome del ct da divano, il calcio è stato persino precursore di un andazzo che ha contagiato ogni settore dello scibile umano, dalla medicina alla geopolitica.

    Poi siamo d’accordo che il sito talvolta è frequentato da irriducibili papponisti. Ma siete spesso voi ad attaccare impunemente i vostri stessi lettori con editoriali e articoli provocatori e tutt’altro che pacati e razionali.
    Quindi mi permetto di dire: da che pulpito.

    • Luigi Ricciardi

      Mi trovo spesso con quello che scrivi: il tifoso, per definizione, non e’ neutrale nelle sue passioni, perche’ appunto “tifoso”. Come dici giustamente tu, i social hanno spesso semplicemente evidenziato la tendenza al “tuttologismo” prima riservata alla chiacchiera da salotto o da bar, e poiche’ qui ed altrove si parla di calcio, si puo’ evidenziare talvolta la tendenza alla presunta conoscenza onnisciente sia a questioni tecnico-tattiche che societarie di tanti utenti. Tra l’ altro, se si apre uno spazio dedicato ai commenti, non ci si puo’ meravigliare che essi siano talvolta estremamente differenti l’ un l’altro (e talvolta pare che sia poco accettato anche solo che esistano…).
      Pero’ c’ e’ una cosa che a me fa piu’ ridere, e che cioe’ la maggiore parte dei commenti su questo sito, o anche su Juventibus e altri meno ” semplicistici”, e’ proprio l’ inatteso equilibrio di tanti commentatori, inatteso almeno rispetto a quanto generalmente si pensa dei tifosi, perche’ la qualita’ media dei commentatori e’ alta, per cui lamentarsi non mi pare neanche giusto.

      • filmauri

        Tra l’altro. Qui a me i papponisti sembrano in netta minoranza. La ragionevolezza domina sovrana. Io sono moderatamente insoddisfatto del mercato e vengo spesso “attaccato” (in modo legittimo, sia chiaro) da molti commentatori che ritengono legittima e obbligata la strada intrapresa dalla società.
        poi è vero che sui social il discorso cambia e forse a questo si riferisce l’editoriale: agli utenti di twitter e facebook. Perché sul napolista prevale un tono civile.

        • Luigi Ricciardi

          Si, il discorso cambia su Facebook, sicuramente, ma qui si parla nello specifico di questo sito e di quelli dedicati. Comunque dobbiamo gia’ essere contenti che esistano siti di qualita’.

  • White Shark

    Gallo, Gallo, sempre quel complesso di superiorità che affiora. Mi riferisco alla comprensione. Le questioni sono due, o questo sito è frequentato da ignoranti trogloditi che spesso e volentieri fraintendono i contenuti degli articoli o gli estensori difettano nel veicolare i propri pensieri e le proprie opinioni.
    Quello che si osserva in generale (lo faccio dal mio piccolo, potendo solo rifarmi a quello che leggo nei commenti ma che sicuramente a voi, che li leggete tutti, apparirà più completo ed esaustivo) è che pochissimi sono quelli che vi accusano di essere filo societari o peggio ancora, di avere degli interessi a farlo, e sono gli stessi che hanno uno ed un solo argomento: cacc ‘e sord, pappò.
    Il resto delle critiche mi sembra arrivi dalle vostre posizioni che, spesso e volentieri, tendono ad addossare al tecnico colpe francamente non sue. È di ieri un articolo in cui rivendicavate di aver, voi capito e non Sarri, la bontà della campagna acquisti post Hi-Cain. Come se assemblare un insieme di uomini e trasformarlo in un team, fosse impresa da due, tre giorni al massimo (al netto degli infortuni di Milik ed Albiol).
    Sinceramente non potete però intestarvi il ruolo delle vittime, come questo articolo lascia intendere (ho difettato nella comprensione del testo?), non vi si addice proprio.
    PS. Un’ultima cosa. “Embeddiamo”. Che cos’è questa mostruosità? Passi per scannerizzare, ma proprio questa non si può sentire. Un bel alleghiamo o includiamo, no?

    • rudykrol

      Sottoscrivo tutto.

    • Fabio Milone

      Ottimo Nicola. Mi hai risparmiato tempo e polpastrelli.
      Condivido tutto compreso il rimbrotto su quell’impresentabile “embeddiamo”.

      • White Shark

        Grazie Fabio. Ogni tanto bisognerebbe tenere in considerazione i propri utenti.

    • Venio Vanni

      Se il mondo è costellato di Monti, Caiazza, Alvini, Scozzefava e Malfitani sentirsi migliori, riuscendo ad esserlo, dando sempre un punto di vista differente dalla spazzatura che viene diffusa cartacea e via internet, è un dovere…

  • Eugenio Angelillo

    1) chiunque pretenda di entrare nel discorso pubblico, sia esso un sito, un giornalista o un politico riceverà la sua bella dose di haters, nel calcio come nella politica, in Italia come nel mondo. Se non volete haters non scrivete, chiudete fb e twitter e allora forse camperete tranquilii
    2) quand’è che smetterete di parla bene delle Juventus? La Juventus non è un avversario, è il cancro del calcio italiano. Chi la difende è complice.

  • michele o pazzo

    Del calcio, dei suoi protagonisti, specie le società, si è sempre detto tutto e il suo contrario, ora coi social è sotto gli occhi di tutti e il dibattito è enormemente ampliato rispetto al bar sport. Inoltre il criticare a prescindere è una malattia social che va ben al di là del calcio, basti pensare al qualunquismo politico, agli haters e ai complottisti che fioccano da ogni dove.
    Insomma, chest’è. Non resta che farcene una ragione.

  • sandrociotti

    Prendiamo un qualsiasi presidente (milionario) di una società di calcio, questo per non farsi parlare contro e inbonirsi un pò di direttori di testate (carta stampata o siti internet) lì omaggia con delle regalie , investe in pubblicità sui loro siti o giornali per farli campare e altre cose di questo genere con il risultato che , spendendo cifre irrisorie rispetto agli stipendi che paga ai calciatori, si fidelizza la testata o il giornale ed evita rotture di scatole e soprattutto di farsi fare i conti in tasca.

    • White Shark

      Questa è pesante e francamente assurda se espressa nei confronti del Napolista. Tra l’altro, io vedo un fottio di banner pubblicitari dei gobbi su questo sito. Non è che li sovvenziona Agnelli per destabilizzare? 😀

      • drnice

        AdBlock e non ci pensi più……..

  • polytropos

    La dura vita del PappoGallo.

  • drnice

    sarà il caldo ma il senso di un articolo del genere mi sfugge.

  • Il Boemo
  • Mi è piaciuto questo articolo e soprattutto la maniera di accomunare vizi, difetti e pregi di tutte le tifoserie.
    E’ incredibile, nonostante le vittorie, le sconfitte, i progetti, quanto i tifosi di tutte le squadre commentino allo stesso modo le vicende della propria squadra.
    Avete ragione a dire che il tifoso medio (e direi abbastanza imbecille) non capisce la progettualità, la visione a medio termine di molti comportamenti delle dirigenze.
    Per esempio, io da juventino, non posso che essere contento della mia società, così come sarei molto preoccupato se fossi un tifoso del Milan.
    Voi napoletani avete una società, che pur come le limitazioni imposte dallo stadio, dalla poca ricchezza del territorio e dal limitato ritorno economico commerciale, che si regge benissimo con i propri mezzi e soprattutto con la notevole capacità dei dirigenti.
    Se solo ADL si accorgesse che seguire le idee innovative di Andrea Agnelli, per la Lega Calcio e la Federazione, porterebbe ad una crescita collettiva del movimento Serie A.
    Dovrebbe abbandonare certe compagnie (Lotito si tutti) e con le dirigenze straniere e della Juve, progettare una nuova Serie A che cresca come immagine nel mondo !!!

    • Moska

      Le idee innovative di agnelli che, come tutta la dinastia angeli, spolpa le casse dello stato italiano… No grazie.

  • Carlo Beccaria

    Alcune cose semplici semplici che tutti sanno e che Gallo fa finta di non sapere:
    1) Che anche luoghi diversi, addirittura più vincenti di Napoli, abbiano avuto e debbano avere a che fare con lo stesso tipo di accuse. FALSO.
    In ogni contesto si criticano cose diametralmente diverse, poiché diverse sono le pecche societarie e diversi sono i risultati sportivi. I gobbi criticano l’allenatore – noi per esempio no e in maggioranza lo osanniamo o comunque ci sta bene. A Roma si è criticata la gestione del ritiro di Totti, e quindi l’allenatore, ma per motivi diametralmente opposti a quelli di Allegri. A Milano si è criticato Galliani ma non Montella. A Milano sempre, sponda Inter, la resa di molti giocatori e così via.
    2) Il giornalismo on line o se si vuole l’opinionismo on line, nella versione one to many, produce da sempre un fenomeno di sovra-rappresentazione della critica oppositiva e di latenza del consenso. Ovvero se scrivo un articolo in cui esalto il terzo posto del Napoli, tutti quelli che sono d’accordo con i contenuti difficilmente tendono a commentare con. bravo, bene, bis, ma se commentano, aggiungono qualcosina, fanno un distinguo, esprimono la loro, mentre tutti quelli che non sono d’accordo con i contenuti grideranno e faranno molto più rumore. Lo insegnano al primo anno di Scienze della comunicazione: si chiama individualismo digitale o anche autorialità di massa. Gallo ti è piaciuta la testata on line aperta ai commenti dei lettori? E mo pedala