Anche in Svezia i genitori sono un problema per le partite di calcio dei figli

Dopo un sondaggio dall’esito poco edificante, tre club di Stoccolma hanno redatto un codice di comportamento per il rispetto degli avversari

Anche in Svezia i genitori sono un problema per le partite di calcio dei figli

L’articolo del Guardian

Avete presente il luogo comune della “civilissima Svezia”? Bene, stavolta è una realtà. L’iniziativa dei tre club più importanti di Stoccolma – Djurgarden, AIK e Hammarby -, riportata dal Guardian, proverà a rendere davvero l’ambiente calcistico più civile ed educato. Cominciando dai genitori dei piccoli calciatori dei settori giovanili.

L’idea nasce dopo la pubblicazione di un sondaggio: dei 1016 adulti partecipanti, l’83% ha dichiarato di aver visto genitori che, durante le partite dei propri figli, hanno spinto o criticato troppo gli aspiranti calciatori o hanno apostrofato tifosi avversari ed arbitri ad alta voce. Una situazione comune, tristemente comune, anche in Italia.

Il codice

Questi numeri hanno letteralmente sconvolto i tre club, che hanno subito approntato l’iniziativa: ecco un codice di autoregolamentazione comportamentale controfirmato dagli stessi genitori. Che è strutturato come segue: «Io, come genitore, farò tutto il possibile per sostenere il mio bambino, gli altri bambini, il personale del club, arbitri e genitori avversari durante le partite, in modo da costruire un coinvolgimento positivo».

La risposta è stata immediata, incredibile. Più di 1.600 genitori hanno subito firmato per il codice e sono ancora in aumento. Molti di questi hanno invitato i club a stampare il codice anche alcune t-shirt. Anche altri club in Svezia hanno espresso il loro interesse per  aderire all’iniziativa.

Il vice capitano dell’Ai, Stefan Ishizaki, si è espresso così: «Il calcio è passione, gioia, tristezza. Il calcio è la cosa più bella che c’è e questo è il messaggio che dovrebbe rimanere ai ragazzi che si avvicinano a questo sport. Quindi, tutti noi dobbiamo fare in modo che i nostri figli arrivino a sperimentare questa gioia e tutti questi sentimenti. Si tratta di loro ricordi e le loro esperienze. Non delle nostra. In ambiente sportivo la gioia di un bambino deve sempre essere la cosa più importante. Le partite, i tornei o gli allenamenti sono un modo attraverso cui si arriva a trascorrere del tempo con i nostri amici, facendo qualcosa che ami».

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