Le ragioni del sentimento anti-Juventus che attraversa l’Italia (non solo Napoli)

Anche il conflitto d’interesse di Ilaria D’Amico a Sky rientra nel lato oscuro del potere: perché la Juventus è odiata e cosa può cambiare dopo Cardiff

Le ragioni del sentimento anti-Juventus che attraversa l’Italia (non solo Napoli)

Le lacrime del piccolo Elkann

Le immagini del piccolo Elkann in lacrime, a Cardiff, quando la sconfitta della Juventus si è fatta cocente, hanno fatto il giro del mondo. Impietosa sa essere la telecamera che immortala le debolezze, i vizi, le virtù, l’eroismo, la bestialità umana. Ma ci sono anche certe immagini che apparentemente non dicono nulla ma che raccontano invece una storia.

E quelle di Ilaria D’Amico portatrice di un conflitto d’interesse

Seduta accanto a Lapo Elkann, giusto una fila di poltroncine sotto John Elkhan, anche lei con un viso molto contrito, doloroso per la sconfitta, c’era la compagna del portiere juventino, Gigi Buffon. Ilaria D’Amico è una delle più brave giornaliste sportive (l’unica nota stonata che ricordo è una intervista nel deserto non ricordo se con il figlio Saif o direttamente con il padre di Saif, Muammar Gheddafi). Non è in discussione il sacrosanto diritto di vivere con la persona che si ama, ma il caso D’Amico non è un evidente conflitto d’interesse che una televisione, Sky, così british, asettica, apparentemente neutrale, dovrebbe evitare? L’editore puro Murdoch, il magnate a capo di un impero mediatico mondiale non ha nulla da dire?

Le lacrime di Ilaria D’Amico a Cardiff

A Napoli, oggi, si può spiegare con Higuain

È che questa sconfitta di Cardiff avrà delle ripercussioni molto profonde, più di quante si possano immaginare. Se il problema fossero i napoletani, un mese di vacanze potrebbe essere sufficiente per lenire le ferite. In realtà quello che ha impressionato tutti è stato il fronte degli anti juventini mai così esteso e militante. È vero che i tifosi della squadra zebrata sono tredici milioni, ma gli anti juventini sono molti di più e bisognerebbe scavare in fondo per capirne le ragioni.

Per noi napoletani è facile trovare il pretesto: il tradimento di Higuain. Ma siamo davvero così sicuri che sia solo questo il problema? Riflettiamo un attimo. Anche quando si consumò il tradimento non furono in pochi, compreso il Napolista, a sostenere che si trattava di un grande affare per De Laurentis e il Napoli. Una certa età del giocatore, la certezza che non avrebbe potuto ripetere l’exploit dei 36 goal della stagione passata. Tutto questo deponeva a favore della cessione del centravanti argentino. Ma è innegabile che il tradimento sia stato vissuto dolorosamente dai napoletani. Oggi, dopo Cardiff, si potrebbe prendere atto che finalmente il lutto è finito.

Agnelli

Andrea Agnelli

Il lato oscuro del potere

C’è molto altro dietro questo diffuso fronte antijuventino che accomuna il popolo arcobaleno dei tifosi. Credo che sia in sostanza questo: la percezione che la Juve rappresenti il lato oscuro del potere. “Moggiopoli”, lo scandalo che ha sepolto la Juve, nell’immaginario collettivo vive ancora, ed è il racconto di una gestione del potere con tutti i mezzi. Con la corruzione, con la fidelizzazione di arbitri, con una filosofia imprenditoriale della vita per cui tutto ha un prezzo, anche la felicità.

Cosa è il processo “Alto Piemonte”, che svela la delega di Andrea Agnelli il Presidente agli ultras e inconsapevolmente alla Ndrangheta della gestione dell’ordine pubblico nelle curve? Non è forse la presa d’atto che si può (inconsapevolmente) coabitare con poteri criminali per raggiungere l’obiettivo della pax nelle curve?

La gioia dei tifosi non juventini per il mancato triplete (Coppa Italia, campionato e Champions) è un segnale che si aprono nuovi orizzonti. Sicuramente che l’esito del nuovo campionato non è scontato. Ma anche che un terremoto comincia a scuotere alle fondamenta quel modello juventino della Federazione nazionale del gioco calcio. Anche la determinazione della Procura federale nel voler portare a termine il processo per la violazione delle regole, avendo la Juve favorito il bagarinaggio, apre nuove prospettive di una giustizia che si accredita imparziale.

Insomma, il dopo Cardiff può diventare un nuovo inizio per tutti.

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