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Puma e Adidas: la storia di due fratelli che si sono dati battaglia per 50 anni

I fratelli Dassler, nei primi anni ’20, aprirono nella città bavarese di Herzogenaurach un piccolo laboratorio in cui cucivano e vendevano scarpe.

Puma e Adidas: la storia di due fratelli che si sono dati battaglia per 50 anni
CHICAGO, ILLINOIS - FEBRUARY 10: A sign hangs outside of an Adidas store on February 10, 2023 in Chicago, Illinois. Adidas is expecting to report a loss in 2023 after terminating a lucrative deal with rap artist Ye (formerly Kanye West) after he made a series of antisemitic and racist remarks. The company is now trying to decide what to do with $1.3 billion of the artist's unsold Yeezy branded merchandise. Scott Olson/Getty Images/AFP (Photo by SCOTT OLSON / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

I fratelli Dassler, nei primi anni ’20, aprirono nella città bavarese di Herzogenaurach un piccolo laboratorio in cui cucivano e vendevano scarpe.
In poco tempo la ditta di famiglia ebbe un enorme successo, tanto che molti atleti indossarono le loro calzature addirittura ai Giochi Olimpici del 1928 ad Amsterdam.
Il successo definitivo però si raggiunse quando, nei Giochi di Berlino del ’36, il pluri campione americano Jesse Owens mise ai piedi quelle scarpette.

Dopo la seconda guerra mondiale, i due fratelli iniziarono ad avere visioni diverse, fino ad avere un feroce litigio che li portò alla divisione.
Adolf, detto Adi, fondò l’Adidas e Rudolf la Ruda (in entrambi i casi, il nome fu scelto dalla fusione dei loro nomi con il cognome) che poi successivamente si sarebbe chiamata Puma.

Le due aziende iniziarono una concorrenza spietata: l’Adidas riuscì a dotare di scarpe e divise la nazionale tedesca ai Mondiali del ’54
Mentre la Puma ruppe un patto di non belligeranza che aveva con la rivale e di nascosto riuscì ad accaparrarsi i piedi del giocatore più famoso dell’epoca, Pelè (curiosità: la perla nera, prima di ogni gara, avrebbe dovuto chiedere all’arbitro il permesso di fermarsi per allacciare le scarpe, in modo che le telecamere inquadrassero le sue scarpe Puma).

I contrasti tra gli eredi parenti proseguirono nel tempo, raggiungendo l’apice ai Mondiali di Germania del 1974. L’Adidas rifornì le nazionali più importanti: Germania ovest, Italia e Olanda.
Mentre la Puma puntò tutto sulla stella arancione Crujiff.

Questo fece nascere un problema che poteva arrecare un danno d’immagine alla Puma, visto che le scarpe (della Puma) avevano una minore visibilità rispetto alle divise (dell’Adidas). Come risolverlo?
Crujiff, unico della squadra olandese, durante tutta la competizione iridata, non indossò materiale Adidas, gli venne scucita dalla maglia una delle tre strisce simbolo del brand Adidas (vedi foto) ed ogni sua tuta venne griffata Puma.

Caso più unico che raro.

Gli eredi hanno poi continuato questa “guerra” fino a diventare due dei principali marchi sportivi a livello mondiale. Solo negli ultimi anni c’è stata la pace ufficiale: nel 2009 infatti nella città di Herzogenaurach i dipendenti delle due aziende hanno messo diplomaticamente fine alla rivalità giocando una partita di calcio assieme. Un gesto simbolico che ha permesso almeno per un giorno a questa piccola città di non essere divisa come lo è stata negli ultimi sessant’anni.

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