Il Mattino canta vittoria contro gli illusi dell’internazionalizzazione del Napoli, cioè il Napolista: “Riponete la bandiera di Benitez nel cassetto”

Il Mattino canta vittoria contro gli illusi dell’internazionalizzazione del Napoli, cioè il Napolista: “Riponete la bandiera di Benitez nel cassetto”

«Chi ha vissuto l’illusione della “internazionalizzazione” può riporre nel cassetto il bandierone con il faccione di Rafa». Così scrive oggi Francesco De Luca nel consueto editoriale del lunedì sul Mattino, in una pagina titolata “Napoli, lo strazio è finito”. I nemici se ne vanno, aggiungeremmo noi.

Tre righe di schiattiglia, si dice a Napoli, per prendersi quella che può essere anche giustamente considerata una rivincita. E che rivela ancora una volta la sofferenza di questi mesi della redazione sportiva del Mattino per una polemica che non osiamo definire culturale ma che comunque è andata al di là del mero ambito calcistico. Nell’editoriale ce n’è anche per De Laurentiis, nel caso non avesse ancora imparato la lezione: “Capisca che bisogna essere grandi innanzitutto in Italia, non nelle competizioni internazionali”. Come quelle signore anziane che per stare più tranquille si facevano fare la carta d’identità non valida per l’espatrio. Non si sa mai.  

Sì, tranquillizziamo via Chiatamone, la bandiera col faccione di Rafa la riponiamo nel cassetto. Abbiamo perso, dati causa e pretesto, chi lo nega. Noi utopisti del Napolista abbiamo creduto che Napoli potesse sfruttare la chance Benitez, che la città avesse diritto a immaginarsi in maniera diversa. A sentirsi europea. E ingenuamente abbiamo pensato che fosse un desiderio di tutti coloro i quali hanno a cuore le sorti della città e della nostra squadra del cuore.  

Ci siamo sbagliati. Non avevamo fatto i conti con la paura del diverso. Nelle battaglie, come nella vita, anche i compagni di viaggio sono importanti. La linea editoriale del Mattino in questi mesi è stata quasi sovrapponibile a quella delle curve e di gran parte dei tifosi, all’insegna di un “meritiamo di più” che sin dal primo giorno della stagione ha accompagnato l’avventura del Napoli. Una linea che si è rivelata vincente, per carità. Che però proprio non ce la facciamo a fare nostra. Ci brillano gli occhi nel guardare le tifoserie inglesi, quelle tedesche, così come i modelli vincenti di squadre e società costruite dopo anni e anni di crescita. Ci siamo emozionati al pensiero che potesse accadere anche a Napoli, dove invece ancora ci scandalizziamo se la notte prima della partita ai calciatori viene concesso di dormire a casa. Dove si polemizza se l’allenatore non impone le corse nei boschi durante i ritiri estivi. E potremmo continuare a lungo. 

Che dire? In alto i calici, lo straniero è stato respinto. È stato costretto a riparare in una piccola città di provincia, nel cuore della Spagna. Dove non c’è nemmeno il mare.
Massimiliano Gallo

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