Magari il Napoli si può amare senza dover dire che il rancio è ottimo e abbondante

Magari il Napoli si può amare senza dover dire che il rancio è ottimo e abbondante

(Poiché i commenti all’articolo di Gallo sono stati tanti e qualcuno non ha visto la replica al pezzo lasciata da Maurizio de Giovanni, la ripubblichiamo qui)
 
Magari anche chi accede alle colonne di un giornale ha anche il diritto di dire come la pensa. Magari volere bene a un figlio può voler dire non dargli ragione sempre e comunque, se i risultati scolastici sono pessimi e la professoressa dice che è maleducato. Magari ci si può non stare, a un idiota che dice chiaramente in conferenza stampa che dei tifosi non gliene frega niente, e il padre accusa i tifosi stessi di “chiagnere e fottere”. Magari si può anche pensare che, se si arriva secondi e si chiama uno degli allenatori migliori al mondo, si possa anche vincere. Magari si può pensare di essere più forti del Bilbao e del Chievo, e magari si può pensare che nel calcio non sia prevista la vittoria ai punti. Magari, caro Massimiliano, scegliere la via dell’ironia è il minore dei toni, e la politica societaria orientata a non avere debiti con le banche (come qualsiasi impresa sana che voglia crescere, un’impresa non può fare i ragionamenti di una massaia) e a pagare stipendi multimilionari alla famiglia, un’impresa che ha l’85% dell’utile consolidato del gruppo, può anche pensare di comprare di meglio di De Guzman, esistendo un Menez che va al Milan a parametro zero.

Magari il Napoli si può amare senza dover dire che il rancio è ottimo e abbondante, e questa deriva giacobina che nega il diritto di critica è veramente orribile. Né si negherà a chi oggi critica di gioire per essere smentito sul campo.

Magari.
Maurizio de Giovanni

ilnapolista © riproduzione riservata