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Albiol (3.714 minuti) è il giocatore più impiegato della serie A

Fermatelo, perché non ne può più. Fermatelo, perché se non è il virus di cui sospettava ieri Benitez, sarà quasi sicuramente stanchezza. Banalissima stanchezza, meno male, chi non si stanca mai desta impressione e mette pure un poco tristezza. Invece Albiol è stanco, non c’è niente di male a dirselo. Veniva da stagioni vissute al Real Madrid da eccellente seconda scelta: significa partite scelte con attenzione e ingressi ben ponderati. UIno da turnover. Del Napoli invece è stato la colonna della nuova difesa a quattro.

L’effetto è nei 3.714 minuti che ha dovuto finora giocare. Scartati i portieri, non esiste in serie A nessun calciatore che ha giocato quanto Albiol. Dietro vengono Gonzalo Rodriguez della Fiorentina (3.672), Callejon (3.572), gli juventini Vidal (3.501) e Pogba (3.474). Per questo succede che una domenica di primavera, con l’arietta che si fa calda e il sole che diventa insidioso, arriva un Lulic e si infila dalla parte di Albiol, facendogli fare la figura di uno qualunque. Invece no, un signor qualunque non è, el senor Albiol, campione del mondo in carica. Facile metterlo in croce, nel dopo partita, come ha fatto su Sky Massimo Mauro. Facile se la critica è costruita sul pregiudizio. “Noi italiani siamo famosi per essere i migliori difensori del mondo. Albiol è un difensore che è stato pagato tanto…”, ha detto Mauro a Benitez, con il tono di chi voleva far notare solo dei dati oggettivi, mentre nascondeva tutto il livore di chi – come si dice a Napoli – ti tiene aparato.

Con quelle parole, Mauro credeva di attaccare il Benitez allenatore e il Benitez manager. Lo hai pagato tanto – il testo sottinteso – e con quei soldi potevi prendere un italiano migliore. Vero. E’ stato pagato tanto. Dodici milioni. Dodici sono un meno dei tredici spesi dalla Juventus per Angelo Ogbonna, difensore, italiano. Così decisivo da aver giocato 11 partite in questo campionato, nove da titolare. Sicuramente la prossima volta a Conte e Marotta, Mauro ne chiederà la ragione.
Il Ciuccio

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