Juventinizziamoci, abbiamone il coraggio

“Quando nella finale di Champions il Milan vinceva 3 a 0, i tifosi del Liverpool continuavano a cantare”. Max Gallo cita Vittorio Zambardino che a sua volta cita Rafa Benitez. E’ tutto lì, il ragionamento. Preferisco argomenti più soft, quando si parla di pallone. Ma stavolta è in ballo il futuro del Calcio Napoli. Nel suo intervento, Gallo – se ho ben interpretato – critica il tifo partenopeo. E su un punto ha perfettamente ragione: non siamo diventati, improvvisamente, il Real Madrid o il Barcellona o il Chelsea o il PSG.

Tralasciando la reazione istintiva di chi, come il sottoscritto, ha sofferto sul divano guardando la partita Torino-Napoli, non si tratta di essere rafaeliti o meno. Si tratta di voler vincere. La grande Olanda di Crujff non mi pare abbia vinto molto. La Juve di Trapattoni, sì, al netto di aiuti e sviste arbitrali. Se posso osare un accostamento che forse farà arricciare il naso a molti, è un litigio analogo a quello tra lavezziani e non lavezziani. Il Pocho ci faceva “arricreare”, ma mille volte meglio il turn over globale di Rafa che non fa una piega di fronte alle assenze di Zuniga, Maggio, Mesto, Rafael. Come un grande chef, utilizza al meglio quello che trova in dispensa. Certo, la dispensa dovrebbe essere assortita da lui, Rafa, ma credo che in parte già sia stato fatto.

Vengo al sodo: meglio Pippo Inzaghi che il Pocho Lavezzi. Se realizzi centinaia di gol non può essere solo fortuna. Istinto, senso della posizione, a Napoli diremmo cazzimma. Pippo non valeva tecnicamente, un’unghia di Floro Flores (mio vecchio pallino, del quale nelle scuole calcio si parla ancora). Ma Inzaghi ha uno score che Floro se lo sogna, anche se, chiariamoci, la carriera del napoletano è di tutto rispetto, magari mio figlio ne ricalcasse le orme. Le sue o quelle di Montervino o di Grava. Non dimenticate che Montervino e Grava hanno giocato in Champions. La qualità media dei calciatori del Napoli si è innalzata e bene facciamo noi tifosi a alzare sempre di più l’asticella. Ma Messi e Ibra e Ronaldo, l’anno prossimo, non giocheranno qui da noi.

I risultati si raggiungono anche col cuore, credendoci fino alla fine. E questo a Rafa non lo si potrà mai contestare. A pochi minuti dalla fine, qualcun altro avrebbe difeso lo zero a zero, lui ha fatto entrare Insigne. Benitez ha culo? Ma il culo ce l’hanno i vincenti, e ora Rafa sta con noi. E’ brutto scriverlo, ma dobbiamo juventinizzarci, nel senso più nobile (se esiste) dell’espressione. Se il Napoli, nella finale di coppa Italia, dovesse perdere 3 a 0 contro la Fiorentina, io canterò fino al triplice fischio. Partita finita quando arbitro fischia. E il Napoli vincerà. Con o senza culo.
Giuseppe Pedersoli

ilnapolista © riproduzione riservata