Addio Matador, Parigi non vale Dimaro

Moglie, figlio, nipote e il sottoscritto. Si va a Dimaro, in Trentino. Dal venerdì 19 al lunedì 22 luglio. Peggio per te, Edinson, che te ne stai andando nella squallida, triste, misera Parigi. Credo davvero a quello che dico? No, ma devo reagire. In realtà sposo in pieno l’articolo del direttore Gallo, sono con la fascia nera al braccio. Per quanto potessi essere preparato alla partenza del Matador, ci sono rimasto male. Esagerando, dico di lui: non sa giocare, dribblare, palleggiare, ma butta la palla dentro come nessun altro al mondo. Davvero un alieno. Senza di lui sarà dura competere ad alti livelli ma… pur transitando per gli inferi della serie C contro Fermana e Cittadella, siamo sopravvissuti all’addio di Diego Armando Maradona. Ce la faremo anche senza Cavani.

Poco fa, al chioschetto “Piccolo Chalet”, ritrovo dei notabili del quartiere, sorseggiando una granita al limone mi sfogavo con un amico: “Il mezzo prete se n’è andato, porca vacca”. E’ entrato nella discussione, a gamba tesa da dietro al bancone, Massimo: “Ma chi, Padre Chiavolini? Meglio, molto meglio che se ne sia andato. Restando, rischiava di prendere mazzate da almeno quattro papà di bellissime ragazze”. In realtà il nostro dialogo si è svolto in dialetto. Irripetibile e infatti non lo ripeto. Però “Padre Chiavolini” mi ha fatto sorridere. La filippica contro il Matador di Massimino, centocinquanta kg di simpatia (e di competenza calcistica, dice lui) è stata spietata. Altro che invasato, evangelista, mezzo prete. Vox populi l’ha condannato senza pietà. E senza possibilità di appello. “Per sostituirlo De Laurentiis farà tornare Inàcio Pià: cento partite, due gol”, ha esclamato irrompendo nel talk road show un altro de “la crème de la crème” dell’isolato, provocando una risata generale.

Ecco, Edi: una risata ti seppellirà. Addio per sempre, Padre Chiavolini. Noi si va a Dimaro. Tre notti e tre giorni, mezza pensione, 372 euro totali per quattro persone in un tre stelle. Altro che Montmartre e Tour Eiffel. Forza Napoli, lo faremo gridare a caprioli e leghisti. Sarà più difficile convincere gli animali, certo. Ma ci riusciremo, infilando una maglia azzurra a tanti stambecchi (preciso: animali è riferito ai caprioli, eh).

Giuseppe Pedersoli

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